Mattarella in Uruguay dopo Argentina, paese più piccolo ma pure molto italiano

Italia e Uruguay sono impegnate insieme e lavorano per una "accelerazione dei negoziati fra il Mercosur e l'Unione europea" e "la conclusione di un accordo forte, equilibrato e reciprocamente vantaggioso, fra Mercosur e Ue s'inquadra pienamente nell'ambito di questo salto di qualità, soprattutto nell'attuale, delicato, contesto internazionale". Lo ha ribadito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l'intervento nell'aula dell'Assemblea generale dell'Uruguay riunita in sessione plenaria solenne in occasione della visita del Capo di Stato italiano, seconda tappa dopo l'Argentina"In un contesto nel quale le spinte verso il protezionismo, le involuzioni nazionalistiche e le tentazioni isolazionistiche sono in aumento - ha spiegato Mattarella - siamo convinti che occorra rispondere mettendo in comune quanto di meglio le nostre società hanno da offrire, nella convinzione che vi sia necessità di unire, invece che dividere, di aprire piuttosto che chiudere". Mattarella ha poi sottolineato anche il forte legame col piccolo Paese sudamericano, dove pure, come in Argentina, quasi la metà della popolazione è di origine italiana (1,2 milioni di oriundi su 3,2 milioni di abitanti): "Questa è una visita molto importante per noi. Con l'Uruguay abbiamo amicizia storica e forte che intendiamo proiettare in maniera sempre più concreta verso il futuro. Qui in Uruguay tanti migranti italiani sono stati accolti in passato con generosità e i loro discendenti sono parte integrante del Paese". Dichiarazione, questa, fatta alla stampa, al termine dell'incontro a Montevideo col presidente dell'Uruguay Tabarè Vazquez, successore e predecessore di Josè "Pepe" MujicaCon l'Uruguay "siamo in sintonia sulle principali questioni internazionali, c'è una spontanea convergenza. Per noi l'Uruguay è un partner di riferimento, col quale si collabora in tutti i settori, economici e culturali", ha aggiunto il capo di Stato italiano. Mattarella - accompagnato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, la figlia Laura (nella foto d'apertura col Papà a destra e i coniugi Vazquez a sinistra) e diversi imprenditori che hano firmato accordi così come l'Italia - ha deposto una corona al monumento del generale José Artigas, fondamentale per la nascita dell'Uruguay ma eroe anche per gli argentini.

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