Cram, Di Matteo: "Errore della politica considerare marginale l'emigrazione"

(segue) Nel prosieguo del suo intervento al Cram di Casoli (Chieti) l'assessore Donato Di Matteo si è detto rammaricato per la miopia politica che colpisce la classe dirigente regionale e italiana nel rapporto con i concittadini all'estero: "Errore della politica considerare l'emigrazione un fatto marginale. Nel dopoguerra le rìmesse degli emigrati erano la seconda voce del bilancio nazionale" ha ricordato il presidente del Cram che ha lamentato all'assemblea il fatto di non poter più ricevere come nel passato i fondi necessari per un buon lavoro per la delega-cenerentola della Giunta di centro-sinistra guidata da Luciano D'Alfonso che finora ha confermato il bilancio a zero euro come la precedente di Gianni Chiodi. Anche se Di Matteo, che proprio a causa di questa situazione, ha minacciato insieme ad altri due colleghi di maggioranza la fuoriuscita dal governo regionale, ha detto ai colleghi del Cram che nel 2017 i fondi ci saranno, non molti (rispetto a quando era presidente Cram durante la Giunta di Ottaviano Del Turco) ma sufficienti per sostenere qualche buona iniziativa. "Noi abbiamo un debito di riconoscenza verso gli emigrati" che in casi come il Belgio l'Italia ha fatto pure gravi errori: "Il nostro accordo col Belgio - quello delle forze lavoro dei nostri minatori in cambio del carbone - non prevedevano le tutele della salute a livello preventivo... è stato grande errore" di cui abbiamo pagato conseguenze fino a pochi anni fa: chi non è morto come nel caso del disastro di Marcinelle è tornato in Italia con malattie polmonari croniche, spesso mortali.

Fare i nuovi club nelle nuove nazioni di emigrazione è un altro obiettivo strategico di Di Matteo, iniziato nel periodo 2005-2008 (associazioni a Cuba, Paraguay, Romania, Spagna e Svezia), proseguito nell'attuale governo (Bolivia e prossimamente annunciate la Thailandia e Repubblica dominicana con pratiche aperte da tempo anche in Colombia od Olanda). "Perché dobbiamo avere più terminali non solo culturali ma anche economici possibili - ha ribadito l'assessore - Tanti imprenditori di successo all'estero mi chiedono cosa possono fare in Abruzzo e per l'Abruzzo ma se non c'è una strategia non si può fare nulla" ha lamentato Di Matteo che sempre ricorda che oltre confine c'è un altro Abruzzo in termini di popolazione, fatto pure di gente che soffre (come in America latina) ma soprattutto di gente che ha avuto successo, che ricopre ruoli importanti nelle istituzioni, nelle imprese e nelle multinazionali, nel mondo della scienza e della cultura come dell'arte e dello spettacolo, eppure personalità poco considerate dalle nostre istituzioni, quasi come si fossero dimenticate cosa gli italiani nel mondo abbiano fatto e fanno tuttora per il loro Paese d'origine. Ancora oggi le rimesse dall'estero sono superiori a quanto regione e governo nazionale investono sull'emigrazione, senza considerare le pensioni estere accreditate in Italia per chi è rientrato.

Domenica scorsa, il Cram si è chiuso col dibattito "Obiettivo Venezuela" , dove sono stati denunciati e ricordati casi di corregionali malati nel Paese sudamericano colpito da una crisi economica, politica e sociale senza precedenti. Qualcuno è riuscito a venire in Italia per curarsi e farsi operare ma i più sono bloccati là, come ha ricordato Amedeo Di Lodovico, presidente della Fondazione "Abruzzo solidale" che gestisce per conto del Cram un progetto di sostegno sanitario agli abruzzesi in difficoltà, "e quando si riesce a venire in Italia per curarsi - ha detto l'imprenditore e benefattore italo-venezuelano - molti hanno il problema della residenza e, quindi, della copertura assicurativa del Servizio sanitario nazionale, soprattutto se hanno perso o non hanno mai avuto la cittadinanza italiana". Di Matteo, che di professione è medico, ha detto che sottoporrà all'Assessorato alla sanità questo problema in mdo tale che la Giunta deliberi in deroga l'assistenza sanitaria anche a chi è oriundo ma abruzzese d'origine.

Antonio Santangelo, medico in Venezuela, ha lamentato l'incredibile iter burocratico di chi, italiano laureato all'estero, doive fare per vedersi riconosciuo il titolo di studio in Italia: "In Venezuela sono un medico con esperienza; in Italia no e non riesco a esserlo già da 15 mesi e mia moglie è pure avvocato e mi sta dando una grande mano da làLa Regione ci può aiutare in questa burocrazia lenta e pure costosa? In Spagna è più facile". Di Matteo ha rispostio che solleciterà i parlamentari a Roma per risolvere il problema una volta per tutte, perché tanti oriundi sono rientrati, soprattutto dal Venezuela (pare siano 21mila nel solo Abruzzo).
Norman Amati, presidente dell'Associazione abruzzesi dello Stato Zulia, ha ricordato che "anche oggi che siamo in difficoltà non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno per i terremotati, ieri a L'Aquila e persino oggi ad Amatrice. Noi in Venezuela abbiamo raccolto 100mila dollari, con tutte le difficoltà cambiarie, ma in paesi come il Canada sono stati inviati a L'Aquila ben sei milioni, senza che nessuno ce lo chiedesse".

Nella foto d'apertura, Di Matteo, al centro del tavolo di presidenza, mentre ascolta Angelo Di Ianni (Cram Canada) che interviene. Nella foto sopra a destra la delegazione Cram venezuelano col comico 'Nduccio, mentre qui sopra a sinistra i consiglieri Cram di varie nazioni con le bandiere veneuelane.

 

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