Migrantes: altri 100mila italiani emigrati. Dato come 2015 reazioni no

Nell'ultimo anno sono stati 107529 gli italiani che hanno lasciato il Paese per emigrare all`estero (+3,7%). Praticamente come un anno fa. Eppure i dati contenuti nel "Rapporto italiani nel mondo" 2016 della Fondazione Migrantes, presentato ieri, hanno destato, ha destato reazioni maggiori nel mondo politico, forse a causa della campagna referendaria costituzionale. Dal 2006 la mobilità italiana è aumentata del 54,9% passando da poco più di tre milioni di iscritti all'Aire (anagrafe italiani residenti all'estero) a oltre 4,8 milioni. Un incremento che, in valore assoluto, ha riguardato tutti i continenti e tutti gli Stati soprattutto quelli che, nel mondo, accolgono le comunità più numerose di italiani come l`Argentina, la Germania e la Svizzera. Tuttavia le variazioni più significative degli ultimi 11 anni hanno riguardato la Spagna (+155,2%) e il Brasile (+151,2%). 

I nuovi emigrati sono invece soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni (36,7%) , maschi in leggera maggioranza, oltre 60mila (56,1%). Significative anche le altre fasce d'età: gli italiani fra i 35 e 49 anni sono il 25,8% mentre i minori sono il 20,7% mentre gli over 65 sono il 6,2%.

Secondo la Fondazione Migrantes l'Italia vive un'emorragia di talenti: i giovani migliori e più preparati se ne vanno: "La mobilità è una risorsa - sottolinea il Rapporto - ma diventa dannosa se è a senso unico, quando cioè è una emorragia di talento e competenza da un unico posto e non è corrisposta da una forza di attrazione che spinge al rientro". E inoltre: "Si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese. Ciò consegue dal fatto che, negli ultimi anni, pur restando la Sicilia con 730189 residenti la prima regione di origine degli italiani residenti all'estero seguita dalla Campania, dal Lazio e dalla Calabria, il confronto tra i dati degli ultimi anni, pone in evidenza una marcata dinamicità delle regioni settentrionali, in particolare della Lombardia e del Veneto". La Germania  è la prima destinazione con 16568 trasferiti nel 2015; a seguire di poco la Gran Bretagna (16503), quindi Svizzera (11441) e Francia (10728).

Gli italiani all'estero ufficialmente sono poco meno che gli stranieri in Italia (nel 2016 poco più di cinque milioni). I dati non contengono né i clandestini in Italia né gli italiani che sono all'estero ma hanno mantenuto la residenza in Italia, di solito per motivi di assistenza sanitaria. La tessera sanitaria/codice fiscale vale per tutta l'Ue e questo porta chi si trasferisce in Europa a mantenere la residenza in Italia per i primi tempi. I pensionati rimangono residenti in Italia ancora più a lungo (non si sa mai, in caso di urgenze sanitarie). (segue)

 

 

 

 

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