A Nancy Pelosi il premio "Aquila d'oro" 2016. Con lei Capaldi e Terzi

L'ex "speaker" (presidente) della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha ricevuto uno dei tre premi "Aquila d'oro" 2016, giunto all'11ma edizione. Gli altri due sono andati al giornalista Rai aquilano Aurelio Capaldi e all'ambasciatore ed ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata. La Pelosi, nata D'Alesandro, è di origini abruzzesi-liguri: il nonno paterno, Tommaso Fedele D'Alessandro, emigro negli Stati Uniti da Montenerodomo (Chieti), mentre la nonna Maria Petronilla Foppiani, era di Rovegno (Genova). La Pelisi ha ricevuto il premio a Roma nella residenza dell'Ambasciatore Usa John Phillips (a sinistra nella foto d'apertura con la premiata e gli organizzatori dell'Aquila d'Oro, Carlo De Masi e Francesco Di Nisio dell'Associazione Corfinium).

La motivazione per la Pelosi, è stata la seguente: “Per aver dedicato la sua lunga carriera politica al bene comune, in particolare per aver contribuito con raffinata sensibilità e lucida intelligenza a rafforzare i diritti civili in Usa e i diritti umani in ambito internazionale, grazie anche a un innato senso di solidarietà che ha elevato, per la prima volta nella storia, una donna ai più alti scranni istituzionali d’America”. La Pelosi, felice del premio, ha detto: “Sono particolarmente onorata di ricevere il Premio che mostrerò con orgoglio negli Usa. Sono felice dei legami con l’Abruzzo del mio caro nonno che è emigrato da questa regione, lui è stato sempre orgoglioso delle sue origini abruzzesi pur vivendo a Baltimora, ciò è molto importante per me, per la mia famiglia e per il mio elettorato”.

Gli altri due premiati sono stati ricevuti, invece, sabato scorso alla sala convegni Lorenzo Ciampa del Parco nazionale della Majella, nell'Abbazia Celestiniana in Sulmona (L'Aquila). Capaldi, è stato scelto con la seguente motivazione: “Per aver saputo coniugare magistralmente il racconto dello sport agonistico con l’umanità dei grandi campioni e per aver tracciato un profilo inedito della prospettiva culturale nei luoghi dei principali eventi sportivi”. La motivazione per Terzi di Sant’Agata (nella foto a fianco è a destra con Capaldi e fra i due Di Nisio) è stata la seguente: “Per l’infaticabile attività diplomatica svolta con profonda dedizione e lealtà, elevando l’Italia a nazione simbolo dei Diritti umani e della solidarietà, mantenendo fermo l’orgoglio italico per il rafforzamento dei valori della sovranità e della Patria; per aver lottato coraggiosamente contro le ingiustizie, divenendo per le nuove generazioni un esempio da imitare per costruire un futuro migliore; per il generoso impegno, speso nella promozione della cultura e della lingua italiana, teso a rafforzare i legami con gli italiani nel mondo”. Una giusta motivazione aggiuntiva sarebbe stata quella che vide Terzi di Sant'Agata protagonista nel marzo 2013: era ministro degli Esteri del governo Monti, incarico da cui si dimise in dissenso col suo governo sulla vicenda dei due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, all'epoca detenuti in India. Il ministro-diplomatico annunciò che i due militari, in Italia per un permesso elettorale, non sarebbero rientrati in India come promesso alle autorità asiatiche. La reazione indiana fece salire la tensione alle stelle (addirittura si minacciò il sequestro del nostro ambasciatore a Nuova Delhi) e così il governo smentì il suo ministro, che si dimise per contrarietà alla decisione.

La Commissione scientifica del Premio, presieduta da Fabrizio Politi, ha inoltre conferito le seguenti "Menzioni speciali": a Massimo Moretti, imprenditore, con la seguente motivazione: “Per aver creato un favorevole intreccio tra l’innovazione e la natura, capace di generare una nuova e più giusta prospettiva di sviluppo socio-economica”. Al Coro maschile Maiella, composto da 27 specializzati nell'esecuzione del canto popolare a cappella, con la seguente motivazione: “Per la preziosa attività artistica espressa in Italia e all’estero tesa a valorizzare la tradizione del canto popolare e le meraviglie del paesaggio italico”. Stefano Ricottilli, custode dell’Eremo di Celestino V, “per la costanza, la determinazione e il sacrificio operato nella custodia dell’Eremo, in forma volontaristica, per oltre 40 anni”.

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