Corsi di lingua e cultura italiana all'estero, il Governo reintegra i fondi

Italiano.jpgIl Governo ha mantenuto il suo impegno di recuperare i fondi per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero. Nella legge di assestamento del bilancio appena presentata alla Camera, infatti, 2,6 milioni di euro sono attribuiti alla Direzione generale per gli italiani all’estero con lo scopo di reintegrare la dotazione per i corsi di lingua e cultura italiana, venuti a mancare nella fase finale dell’approvazione della Stabilità 2016, a seguito della 'rimodulazione della spesa' imposta al Maeci dal Ministero dell’economia e finanze”. A darne notizia sono i sei deputati Pd eletti all’estero - Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – che in una nota sottolineano la “grande importanza” di un risultato “atteso da tutti coloro che hanno a cuore la promozione della cultura, della lingua e dell’immagine del nostro Paese nel mondo”.

Un risultato, aggiungono, “che noi per primi abbiamo sollecitato con una nostra interrogazione urgente, a prima firma Tacconi, già all’indomani dell’approvazione della legge di stabilità e successivamente in diverse occasioni di confronto parlamentare”.

Il buon esito di questa vicenda – spiegano Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – consente di raggiungere un triplice obiettivo. Gli enti gestori avranno un concreto punto di appoggio per mantenere i livelli di attività raggiunti in precedenza e per programmare con maggiore serenità le iniziative didattiche in vista del nuovo anno scolastico. Le famiglie potranno guardare senza ansie alla prosecuzione della formazione linguistica dei loro ragazzi e potranno contare su un’offerta che non si discosterà rispetto a quella del passato. L’intervento, nel suo complesso, si attesta anche per quest’anno su un livello di finanziamento che ha rappresentato il punto di resistenza e di rilancio dopo i drastici ridimensionamenti del passatoContinuiamo ad essere impegnati su questo campo strategico per la promozione dell’Italia nel mondo affinché nella prossima legge di stabilità si possano riequilibrare le poste per la lingua e la cultura previste per i prossimi anni - assicurano – in modo che la riforma della normativa che lo stesso Governo sta preparando alla luce della delega ottenuta in base alla legge 107 sulla Buona Scuola possa poggiare su basi solide e concrete per essere pienamente applicata”.

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