Pensioni Inps in Venezuela, Fabio Porta con nuovi cambi risollecita Governo

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"Mentre la situazione economica in Venezuela continua a destare preoccupazione e molti nostri connazionali ne soffrono le conseguenze, i ministeri competenti italiani non hanno ancora sciolto il nodo delle pensioni Inps erogate nel Paese latinoamericano" colpito da una grave crisi economica con una differenza di cambio spaventosa fra quello ufficiale e quello "parallelo" che colpisce i pensionati italiani lì residenti. Per questo motivo il deputato italo-brasiliano Fabio Porta (Pd), presidente del Comitato Italiani all'estero, sollecita di nuovo il Governo ad adottare le misure necessarie per far sì che i nostri pensionati in Venezuela ricevano la pensione reale e non quella che al cambio ufficiale è una miseria. "Ho appena presentato un'interrogazione in Commissione Lavoro della Camera per sollecitare il ripristino delle prestazioni non contributive sulle pensioni erogate dall’Inps in Venezuela, per dare un senso e una dignità al lavoro e all’esistenza di tanti nostri sfortunati concittadini - scrive Porta - Ho presentato la mia interrogazione, che dovrà essere presto discussa in Commissione Lavoro e alla quale il Governo dovrà dare una risposta precisa e spero positiva, dopo aver appreso della nuova evoluzione del sistema dei cambi valutari in Venezuela che potrebbe aver determinato  la sospensione, speriamo temporanea, del processo di verifica e valutazione da parte dei ministeri italiani competenti, teso a trovare una soluzione al problema delle pensioni Inps. Forte è il timore che il percorso avviato dal concerto delle istituzioni – ministeri ed Inps - interessate alla soluzione del problema è stato interrotto per consentire una valutazione più attenta dei nuovi rapporti di cambio, della possibilità di utilizzare il cambio più favorevole e dei relativi costi". Porta ha preso atto che ora Caracas ha cambiato nuovamente i cambi valutari che "sono il Dipro (quello ufficiale): per un dollaro americano ci vogliono circa 10 Dipro, e il Dicom (cambio 'parallelo libero fluttuante') che dopo la sua introduzione lo scorso 10 marzo s'è svalutato considerevolmente, tantevvvero che attualmente (ma la situazione è in continua e imprevedibile evoluzione) ce ne vogliono circa 350 per ogni dollaro americano. Il Dicom è il quarto sistema di cambio valutario fluttuante dal 2013 e visto l’alto tasso di inflazione che sta progressivamente manifestandosi in Venezuela, non sarà semplice mantenere la sua stabilità. Ho contattato – per l’ennesima volta -  i Ministeri degli Affari Esteri e dell’Economia per sollecitare la 'quadratura del cerchio', pur essendo consapevole della confusione e dell’instabilità valutaria che non agevolano la ricerca di una soluzione. Continuo a ritenere tuttavia che, aldilà delle difficoltà tecniche, se si trova la volontà politica fondata sulla consapevolezza dell’estrema ristrettezza economica in cui versano i nostri connazionali pensionati in Venezuela, una soluzione soddisfacente si possa trovare. Nella mia interrogazione quindi ho ribadito che la comunità italiana in Venezuela chiede da tempo allo Stato italiano di considerare una priorità l’adozione di un sistema di cambio per le pensioni pagate in Venezuela che non penalizzi i nostri pensionati e che tenga conto del reale potere d’acquisto del bolivar, delle pensioni e dei redditi venezuelani artificialmente rivalutati negli ultimi anni dal Governo venezuelano e dell’elevato tasso di inflazione anch’esso causa di una crescente sopravvalutazione del tasso di cambio reale.

"Ho ricordato al Governo - prosegue il deputato eletto in Sudamerica che proprio ieri ha ricevuto una delegazione venezuelana di familiari di detenuti politici in Venezuela (nella foto a destra) - che le pensioni pagate in Venezuela sono diminuite da 6096 nel 2010 a 4713 nel 2014, e continuano a diminuire sia nel numero sia nell’importo, per un risparmio da parte dell’Inps di circa 15 milioni di euro in pochi anni - sono senz’altro presenti quindi i margini non solo umani ma anche economici per venire incontro alle legittime richieste dei nostri connazionali residenti in quel Paese. Ho infine chiesto quali iniziative urgenti il Governo intenda intraprendere per dare un segnale di solidarietà e di attenzione, e quindi una risposta urgente, definitiva e soprattutto positiva, alle drammatiche istanze dei nostri connazionali pensionati italiani residenti in Venezuela considerato che i costi dell’adozione del cambio parallelo ai fini del ripristino delle prestazioni non contributive agli aventi diritto, non comporterebbe per lo Stato italiano un onere eccessivo e rafforzerebbe i già ottimi rapporti politici, economici, sociali ed umani dell’Italia con il Paese latinoamericano". 

La soluzione non è facile da questa parte dell'oceano visto che le pensioni si devono pagare in maniera tracciabile e, quindi, sottoposte ai cambi ufficiali. Il Venezuela andrebbe verso la dollarizzazione se prendesse atto del suo default. Rimanendo nel Fondo monetario internazionale è soggetto ai cambi valutari dell'Fmi. Il suo alleato Cuba, per esempio, non aderisce all'Fmi e permette anche ai cittadini cubani, oltre che agli stranieri, di avere conti correnti bancari in valuta convertibile (Peso Cuc) oltre che in quella "nacional" (Peso Cup). E' questo permette a chi riceve bonifici dall'estero di mantenere la valuta pregiata e non la conversione in quella nazionale che oggi è certamente migliore pure di quella venezuelana.

 

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