Pensioni in Venezuela, Porta sollecita Governo. Salario ora vale 22 euro

Con una nuova lettera di sollecitato ai ministeri competenti, l’onorevole Fabio Porta (Pd), presidente del Comitato degli Italiani nel mondo e deputato eletto in Sudamerica, ricorda le preoccupata attesa dei pensionati italiani residenti in Venezuela e ripercorre le iniziative che si sono succedute in questi ultimi mesi per arrivare alla soluzione del problema. "L’Inps - scrive Porta - ha fornito a ministeri del Lavoro e dell’Economia tutte le informazioni richieste sui costi di un eventuale passaggio – per il pagamento delle pensioni Inps – dal cambio ufficiale Cencoex, molto penalizzante, al cambio parallelo Simadi (più reale ed equo), e ora si attende finalmente una decisione. L’utilizzo del cambio Simadi consentirebbe ai nostri pensionati di vedersi ripristinare le prestazioni assistenziali (trattamento minimo, maggiorazioni sociali, assegni familiari) e quindi un piccolo ma indispensabile supporto alla loro sussistenza, resa precaria dalla grave crisi economica in Venezuela. Il Mef aveva inoltre recentemente chiesto gli eventuali costi dell’utilizzo di un altro cambio, il cosiddetto Sicad, ma è emerso che tale cambio non modificherebbe la situazione e che comunque il Governo venezuelano ne ha recentemente annunciata l’abolizione. Dobbiamo ora sperare che la decisione arrivi in tempi brevi e che si scelga l’opzione per il cambio il Simadi e soprattutto che il percorso amministrativo non s'inceppi per ragioni meramente formali perché le premesse, anche quelle economiche, per la decisione più giusta, più saggia e più umana, ci sono tutte".

Porta parla ancora di Sicad e Simadi ma in realtà queste quotazioni sono state di fatto abolite: in Venezuela oggi esistono due cambi, quello ufficiale - ora chiamato "DiPro" - passato da 6,30 a 10 bolivares per un dollaro, quelo ex Simadi - che ora si chiama "Dicom" - che valuta il dollaro a 221,09 bolivares mengtre quello parallelo del cambio a nero è balzato a livelli pazzeschi: un dollaro si cambia per strada a 1211,54 bolivares. Le pensioni "pro-rata" dell'Inps non sono tutte uguali ma i salari venezuelani oscillano fra i 20 e i 30mila bolivares. Facile fare i calcoli di quali siano i loro valori reali nel Venezuela guidato da Maduro: al massimo 25 dollari, pari a 22,5 euro, meno di un dollaro al giorno, in linea con la povertà estreme nei paesi del Terzo mondo.

Tornando al problema pensioni italiane, bisogna ricordare che tra Italia e Venezuela, così come per tutti gli altri paesi a forte emigrazione italiana, esiste una convenzione che l'Inps ha stipulato l'omologo istituto di previdenza. Chi ha lavorato sia in Italia sia nel Paese sudamericano percepisce la pensione italiana convenzionata (pro rata ogni paese paga la sua fetta in base al reciproco riconoscimento del lavoro svolto in entrambi i paesi). Quando venne stipulata la convenzione, nel 1992, non c'era il problema della differenza fra cambio ufficiale del dollaro. Chi percepisce la doppia pensione subisce il conguaglio e quella venezuelana viene, infatti, valutata in Italia col cambio ufficiale oggi 1/10 ma fino a ieri 1/6,30. Chi, invece percepisce solo la pensione italiana già da tempo se la fa accreditare all'estero (per esempio negli Stati Uniti o su conto corrente italiano), se ha la possibilità di tornare spesso in Italia. Ma tanti pensionati italo-venezuelani versano in difficili condizioni economiche e, pertanto, non hanno modo di rientrare nel loro Paese d'origine e vorrebbero la pensione italiana accreditata in Venezuela, al cambio reale più favorevole.

 

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