Bentenuto, capo degli 007 canadesi: "Italianità esiste più all'estero che qua"

E' tornato in Abruzzo per una promessa fatta a mamma Concetta, morta tre settimane fa: quella di tornare alle sue radici e di conoscere i tanti parenti sparsi molti dei mai conosciuti. Ma l'abruzzese in questione non è uno qualsiasi, è Luciano Bentenuto, direttore generale dei Servizi di sicurezza del Canada (capo dell'intelligence del Paese nordamericano), incarico che lo ha portato da alcuni anni a vivere nella capitale Ottawa, al Ministero di Giustizia, dove è il numero tre dopo ministro e viceministro. Nato a Montreal 53 anni fa, da mamma Concetta Di Vello, originaria di San Valentino e papà Corrado Osvaldo Bentenuto che ha 75 anni ed è di Torre de' Passeri, comuni entrambi del Pescarese. Musica per le orecchie di Donato Di Matteo, assessore agli Abruzzesi nel mondo e presidente Cram, che è di Roccamorice, comune confinante con San Valentino, dove ha lavorato tanti anni come medico al locale ospedale, e ha un particolare legame col Canada, dove da ragazzo è brevemente emigrato a Toronto. Infatti, è proprio da Toronto che è giunta la segnalazione grazie a Ivana Santacroce Fracasso, presidente della Federazione dei club abruzzesi e consigliera Cram, che ha combinato l'incontro di stamane in Regione, a Pescara, al termine della riunione che Di Matteo ha presieduto nell'Osservatorio regionale dell'Emigrazione. Scambi di doni a fine di un incontro commovente e divertente allo stesso tempo, perché Bentenuto è uomo dalla battuta facile col suo italiano, tipico dei figli dell'emigrazione, misto al dialetto.

"Sono stato all'Università di Calabria, dove il rettore Gino Mirocle Crisci (nella foto a destra è al centro con l'ospite alla sua sinistra, ndr) mi ha voltuo conferire una laurea honoris causa - ha detto il capo degli 007 canadesi - Soltanto che ci sono state un po' di difficoltà per due centimetri di neve che ha fatto e bloccare la regione. Mamma mia! Da noi in Canada due cm le 'spaliamo' con le nostre scarpe". La carriera di Bentenuto è quella del poliziotto impegnato su tutti i fronti: all'inizio nella polizia penitenziaria, poi quella di Stato e, quindi, federale. "Poi quando sono passato ai servizi segreti per un po' sono sparito, a momenti manco i miei sapevano dove stavo", ha detto l'importante dirigente che a vederlo tutto sembra tranne che un agente segreto in carriera. Bentenuto se l'è pure vista brutta un paio di volte: "Quando ero alla penitenziaria tentarono di sequestrarmi e mi hanno fatto questa ferita al collo" mentre quando dava la caccia ai narcotrafficanti messicani uno di questi lo ha ferito alla mano con la quale si stava proteggendo. Antidroga, ma anche antimafia fra i suoi impegni "nonostante fossi italiano" c'ha tenuto a precisare. "Canada paese tranquillo e benestante? Sì, ma proprio per questo tutti i latinoamericani ci voglio venire a stare e fra questi ci sono tanti pericolosi".

L'unica volta che era stato in Abruzzo "fu 31 anni fa - dice - mi ricordo pure il numero 36 dell'ombrellone del lido dove andavo al mare a Pescara" ma anche allora non riuscì a conoscere e scovare tutti i suoi parenti: "Solo i fratelli di mia madre sono 13.. sapete all'epoca non c'era la televisione...". Risate e applausi più volte da parte dei componenti l'Osservatorio: una bella pausa per sdrammatizzare i problemi di un settore senza fondi sufficenti per interagire sia per chi ha bisogno perché non ha fatto fortuna all'estero e sia per chi, come Bentenuto, potrebbe fare molto per il suo Abruzzo se una volta per tutte lo si riuscisse a mettere in rete seriamente con i tanti corregionali importanti, anche nel campio dell'economia, che abbiamo in giro per il mondo.

Di Matteo e Bentenuto si sono scambiati doni: libro sulle tradizioni contadine e diploma di benemerenza all'ospite che ha ricambiato con un omaggio a suo dire prezioso: "Questo distintivo a spilla - ha rivelato mentre lo appuntava sulla giacca dell'assessore - ce l'hanno solo i miei uomini dell'intelligence: ne ho fatte fare solo 50 più una che regalo a te, perchè l'Abruzzo lo porto nel cuore".

Il video realizzato da Bentenuto è dedicato alla sua Mamma, alla quale è stato molto vicino nei suoi ultimigiorni. Nella foto in apertura il capo dell'intelligence canadese è al centro con i quattro componenti politici l'Osservatorio sull'Emigrazione (nonché del Cram) della Regione Abruzzo: da sinistra, Pietro Smargiassi, Luciano Monticelli, Di Matteo e Lorenzo Berardinetti.

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