Elezioni europee: si può votare all'estero pur se ancora residenti in Italia

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Gli elettori italiani all’estero non iscritti nell'elenco residenti in altri paesi Ue, hanno tempo fino al 6 marzo per far pervenire al Consolato competente la domanda diretta al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti. È quanto comunica il Ministero dell’Interno italiano, in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, che si svolgeranno nel periodo compreso tra giovedì 22 e domenica 25 maggio.

 La nota – pubblicata in Gazzetta Ufficiale – è stata trasmessa al Ministero degli Esteri che la diffonderà attraverso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nei Paesi dell'Unione. Il Viminale ha quindi disposto che gli elettori italiani non iscritti nell'elenco degli elettori residenti negli altri Paesi membri dell'Unione europea (Ue) che tuttavia vi si trovino per motivi di lavoro o di studio, e i loro familiari elettori conviventi, devono far pervenire entro il 6 marzo prossimo al Consolato competente un'apposita domanda diretta al sindaco del comune nelle liste elettorali del quale sono iscritti (articolo 3, comma 3, del decreto legge n.408/1994, convertito dalla legge n.483/1994).

In pratica, si può votare nel paese europeo dove si ha il domicilio e non anche (o ancora) la residenza, previa domanda al sindaco del comune italiano dove si ha la residenza. Questa norma è stata fatta per aiutare a esercitare il diritto di voto alle Europee anche ai tanti cittadini che si sono trasferiti per motivi di lavoro, studio o familiari in altro paese dell'Ue ma non vi hanno ancora trasferito la residenza. La libera circolazione dei propri cittadini nei vari paesi Ue è un diritto fondamentale dell'Unione. Tanti emigrati, soprattutto giovani, rimangono, infatti, residenti nel comune d'origine fino a quando il cambio di residenza non si rende necessario per motivi burocratici o di opportunità legati al paese dove si vive. Anche l'assistenza sanitaria è garantita a tutti i cittadini in ogni paese Ue attraverso la Tessera sanitaria europeo (foto) che garantisce l'assistenza in caso di permanenza temporanea. In caso di decisione definitiva di trasferimento, è opportuno trasferire anche la residenza, sia per il voto in automatico all'estero, sia per l'assistenza sanitaria completa e sia per il welfare che è diverso da paese a paese dell'Ue.

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