Detrazioni fiscali per familiari anche agli italiani residenti all'estero

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Anche gli italiani residenti all'estero potranno godere delle detrazioni fiscali per i propri familiari a carico. E' l'importante risultato politico che hanno ottenuto i parlamentari eletti all'estero: Aldo Di Biagio (Popolari per l'Italia), Claudio Micheloni (foto), Renato Turano e Francesco Giacobbe (Pd), Claudio Zin (Maie) e Fausto Longo (Psi), firmatari dell'emendamento 9.71 al Ddl n. 1214, il cosiddetto "Milleproroghe", approvato in Senato.

L’emendamento, spiegano, "consente per i soggetti non residenti le detrazioni per carichi di famiglia a condizione che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, a quanto stabilito al lordo degli oneri deducibili, al limite di cui all'articolo 12, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. L'approvazione dell'emendamento - spiegano i senatori in una nota congiunta - è un risultato importante per i tanti lavoratori italiani residenti all'estero che riacquisiscono così un diritto fondamentale sul quale i nostri connazionali hanno più volte richiamato l'attenzione di noi parlamentari".
Vediamo ora cosa prevede la norma estesa anche a chi vive all'estero: tutti i familiari con reddito inferiore 2840,51 euro (rivalutati a oggi, visto che la legge suindicata indica importi in vecchie lire) sono considerati a carico. Sono considerabili a carico il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi e gli affidati nonché gli altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi con il contribuente. Per il coniuge a carico la detrazione massima è di 690 euro. La detrazione per figli a carico compete a ciascuno dei genitori nella misura del 50 % e non può essere ripartita liberamente fra i due soggetti. E’ tuttavia previsto che, in caso di accordo, la detrazione possa essere attribuita, nella misura del 100 %, al coniuge con il reddito più elevato. La detrazione massima è di 950 euro per ogni figlio, aumentata a 1220 per ogni figlio di età inferiore a tre anni, di ulteriori 400 in caso di figlio portatore di handicap. In caso di quattro o più figli a carico è prevista una ulteriore detrazione di 1200 euro. Se i genitori sono separati legalmente, divorziati o mai coniugati, la ripartizione della detrazione può essere disciplinata in modo diverso, a seconda dell’affidamento dei figli. La detrazione per altri familiari è possibile solo nel caso in cui questi risultino conviventi con il contribuente.

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