Al Vittoriale di D'Annunzio visita degli Abruzzesi in Trentino Alto Adige

Prosegue l'intensa attività culturale e ricreativa della Libera associazione abruzzesi del Trentino Alto Adige, presieduta da Sergio Paolo Sciullo della Rocca, a cui va dato anche il merito di avre un buon ufficio stampa. Gli abruzzesi più a nord d'Italia - impegnati anche in missioni internazionali - hanno organizzato questa volta una gita culturale al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera (Brescia), per rendere omaggio alla tomba del poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio. La gita è stata coordinata da Gabriele Antinarella che ha permesso ai soci di visitare i giardini, i musei e la casa del poeta dove ancora oggi sono custodite molte opere letterarie originali e molti scritti.
Durante un briefing illustrativo tenutosi presso l’anfiteatro, Sciullo della Rocca ha illustrato ai convenuti anche le azioni militari compiute da D’Annunzio in occasione della prima guerra mondiale, di cui quest’anno ricorre il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, il volo su Vienna, le attività militari nell’Istria e in particolare la beffa di Buccari. È seguito poi l’intervento della socia Marina Natale che ha raccontato come nel 1938 nell’Abruzzo rurale si diffuse di paese in paese la notizia della morte del poeta. La giornata culturale è terminata con il pranzo sociale nella locanda municipale con "l’augurio comune di ripetere questa gita, mettendo a disposizione più posti per i giovani e contribuendo maggiormente a raccogliere documenti e cimeli dannunziani con la finalità di arricchire il patrimonio del Vittoriale", fa sapere il sodalizio.

Il Vittoriale degli Italiani è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all'aperto, giardini e corsi d'acqua, eretto fra il 1921 e il '38 sulla sponda bresciana del Lago di Garda. L'idea fu di D'Annunzio con l'aiuto dell'architetto Giancarlo Maroni, a memoria della "vita inimitabile" del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la prima guerra mondiale. Il Vittoriale oggi è una fondazione aperta al pubblico e visitata ogni anno da circa 180mila persone. "Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Henry Thode. È piena di bei libri... Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il 'Notturno'" scrive D'Annunzio alla moglie Maria Hardouin in una lettera del febbraio 1921, cioè pochi giorni dopo il suo arrivo a Gardone. Nelle intenzioni del poeta il soggiorno gardesano doveva durare dunque solo poche settimane per completare la stesura del "Notturno", mentre oggi si sa che quella gardonese sarebbe diventata la sua ultima e definitiva dimora.

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