Emigrazione, proposta della Nissoli per riottenere cittadinanza italiana

Fucsia Nissoli, deputata del gruppo Per l’Italia, eletta nel collegio estero del Nord e Centro America, ha presentato una proposta di legge sul riacquisto della cittadinanza italiana "da parte dei soggetti nati in Italia da almeno un genitore italiano, che l’hanno perduta a seguito di espatrio”. La proposta andrebbe a modificare l’articolo 17 della legge 91/1992 che limitava questa facoltà ai due anni successivi all'entrata in vigore della norma. Una modifica che permetterebbe di riottenere facilmente e senza oneri la cittadinanza a tutti gli italiani emigrati soprattutto nel dopoguerra costretti per motivi di soggiorno e lavoro a optare per la cittadinanza del paese d'emigrazione quando non era possibile avere la doppia cittadinanza. La proposta di legge della deputata italo-statunitense, è stata sottoscritta da ben 317 deputati di tutti i gruppi presenti alla Camera e prevede che “i nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio, per cause non direttamente imputabili a loro stessi o per motivi di lavoro, riacquistano la cittadinanza italiana facendone espressa richiesta al Consolato italiano che ha giurisdizione nel territorio di residenza estera purché ciò non sia in contrasto con accordi bilaterali internazionali in vigore”.

 

La Nissoli ha commentato la proposta parlando di "debito di gratitudine nei confronti di chi, italiano all’estero privo di cittadinanza italiana, ha continuato a conservare nel cuore l’ amore per l’Italia" superando l’articolo 13 della legge 91/1992 che impone "un anno di residenza legale sul territorio nazionale e iscrivendosi nel registro Aire del consolato italiano territorialmente competente all’estero. Si tratta – prosegue la Nissoli – di una proposta che arriva mentre il Paese è impegnato a discutere sulla cittadinanza agli immigrati e io credo che l’immigrazione e l’emigrazione siano due facce della stessa medaglia: se è giusto concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia ritengo che sia altrettanto giusto permettere a chi è nato in Italia, e magari è stato anche sotto le armi, di riacquistare la cittadinanza dopo averla perduta, non per propria colpa, recandosi all’estero. I movimenti umani che, oggi, sono accentuati rispetto al passato, pur nei cambiamenti dei contesti di vita non possono prescindere – sottolinea la deputata nordamericana – dalla dimensione della cittadinanza come appartenenza, una cittadinanza che può essere anche plurale, ma mai slegata dalla dimensione umana che caratterizza ogni persona e la sua relazionalità nel contesto socio-culturale di appartenenza in cui definisce la propria identità anche nel rispetto delle proprie radici”. Secondo la Nissoli questa riforma "vuole riconoscere sul piano giuridico una situazione di fatto, un'identità italiana che non è mai venuta meno... per dare veste giuridica a una cittadinanza che già è viva nei cuori”.

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