Expo-Emigrati, flop idea turismo di ritorno. Usef denuncia assenza Sicilia

Si riunirà a Roma domani 20 febbraio (ore 10,30) il coordinamento delle Consulte regionali per l'emigrazione nella sede della Conferenza delle Regioni e Province autonome in Via Parigi. Oggetto dell'incontro è la messa a punto delle iniziative delle consulte regionali per promuovere l'Esposizione Universale di Milano in collaborazione con Expo2015, come fu richiesto un anno fa alle Regioni. Come in molte altre cose, l'Expo è in ritardo pure si questo progetto, anzi, a due mesi dall'evento, possiamo parlare di vero e proprio flop, visto che di sconti su pacchetti turistici e soprattutto voli nemmeno l'ombra. Unico sconto agli Italiani nel mondo quello sull'ingresso all'evento, che s'inaugurerà il 1° maggio prossimo. Tutto doveva ruotare sul sito web "Made of italians" ma, a parte la registrazione al sito che è un'impresa proibitiva ai più esperti (figuriamoci agli emigrati di 80 anni e passa) per via di un codice che bisogna prevetivamente chiedere a un'e-mail, di pacchetti e voli scontati, appunto, nemmeno l'ombra. Quella di domani a Roma - sede imposta da alcune consulte al posto di Milano per limitare le spese di viaggi (spese che Expo s'era impegnata a rimborsare ma finora non s'è visto nulla) - si preannuncia sarà una riunione infuocata per l'incredibile occasione persa e le tante riunioni inutili. Siamo in Italia, era prevedibile. Gli italiani nel mondo che vorranno venire (e se lo potranno permettere) lo faranno per proprio conto.

Fra le varie consulte non ci sarà quella siciliana: si tratta di un'assenza "giustificata" ma non perché preavvisata bensì perché la Regione Sicilia, che tanto contributo ha dato all'emigrazione italiana nel mondo, incredibilmente una consulta non ce l'ha. "Non avere un organismo rappresentativo dell’emigrazione regionale significa anche non avere voce in alcune importanti riunioni come quella di domani", è una delle considerazioni che fa Salvatore Augello, segretario generale dell’Unione siciliana emigrati e famiglie (Usef), che ha scritto al presidente della Regione, Rosario Crocetta (foto a destra), e Sebastiano Bruno Caruso, assessore alla Famiglia e Politiche sociali. “Il 20 febbraio è convocato a Bologna la riunione del coordinamento della consulte regionali dell’emigrazione”, esordisce Augello. “La Sicilia, in passato ha fornito il maggior numero di lavoratori che sono finiti in giro per il mondo, non per fare turismo, ma in cerca di una vita migliore. Oggi, sempre la Sicilia, continua a dissanguarsi registrando ogni giorno diecine e centinaia di giovani che, stanchi di aspettare il lavoro che non c’è, partono alla volta dei paesi del Nord Europa, affidando le proprie speranze anche alla lontana Australia e a tante altre destinazioni sia a Est che a Ovest del mondo. La Sicilia, che in passato è stata la prima regione a dotarsi di una legge per gli emigrati (1975), oggi è totalmente latitante da queste tematiche”, denuncia Augello, che spiega come è accaduto ciò: “La Consulta non è stata insediata disattendendo i decreti che si sono susseguiti dall’agosto 2000 a oggi e disattendendo le leggi regionali 55/80 e 36/84; da oltre un ventennio la Sicilia non ha la sua consulta regionale dell’emigrazione" e nemmeno quella "dell’immigrazione" nonostante sia la regione di frontiera dell'Italia e dell'Europa, la regione a cui appartiene l'isola di Lampedusa, per intenderci. "Questo non significa che il problema è scomparso - prosegue il segretario Usef - se è vero come è vero che il numero di emigrati aumenta di giorni in giorno, mentre per quanto riguarda la triste vicenda degli immigrati, i morti che giacciono sul fondo del mare di Sicilia o in maniera anonima nei cimiteri di Sicilia, le diecine di migliaia che sono approdati a Lampedusa e in altri porti della Sicilia, raccontano una storia tragica di popolazioni che scelgono la nostra Isola come luogo di approdo e di transito, sfuggendo a guerre e persecuzioni. Diverse volte – ricorda Augello – l’Usef e le altre associazioni regionali hanno sollecitato l’insediamento della Consulta, ma non c’è stata risposta. Così come nessun riscontro ha avuto la protesta delle associazioni che lamentano il completo abbandono del settore da oltre tre anni. Questo, infatti, è il tempo trascorso, senza alcuna previsione di bilancio per questa categoria. Si dice nel nome della necessità di risparmiare, ma si tratta di risparmio o della scelta di disimpegno totale da un settore che in passato e ancora oggi rappresenta una grande risorsa non adeguatamente riconosciuta e apprezzata? Intanto il tempo scorre, le altre regioni legiferano - pensa Augello - si riuniscono, decidono, elaborano, fanno le loro conferenze regionali dell’emigrazione e dell’immigrazione per aggiornare analisi e mezzi. Così come intrecciano rapporti con nazioni e regioni estere, sviluppando una politica estero-economica parallela, che supporta le loro comunità all’estero, cerca nuovi mercati per le proprie produzioni, valorizzano la loro fonte di risorsa al meglio”. Non è che le altre regioni che hanno le consulte stiano messe meglio: i tagli di bilancio si fanno sentire un po' ovunque e l'Emigrazione, cenerentla di tutte le delghe, è quella sempre più colpita. “In questa situazione generale in Italia - conclude Augello - in un momento in cui si dovrebbe cercare di sostenere al massimo qualsiasi possibilità di sviluppo economico, continuiamo a privarci di una potenziale risorsa economica, obliando anche il grosso patrimonio umano, culturale ed organizzativo rappresentato dalle associazioni regionali e non. Speriamo che le autorità in indirizzo alle quali è rivolta la lettera, vogliano ripristinare una politica in direzione dei siciliani all’estero degna di questo nome e finalmente si decidano a incontrare le associazioni”.


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