Emigrati a 4,4 mln, +141mila. Primo paese Gb, prima regione Lombardia

Sono 4.482.115 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Air) al 1° gennaio del 2014. L’aumento in valore assoluto rispetto al 2013 è di quasi 141mila iscrizioni, il 3,1% nell’ultimo anno. La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (2.379.977) e per nascita (1.747.409). Lungo il corso del 2013 si sono trasferiti all’estero 94126 italiani – nel 2012 sono stati 78941 – con un saldo positivo di oltre 15mila partenze, una variazione in un anno del +16,1%. Questi i dati del "Rapporto italiani nel mondo" presentato dalla Fondazione Migrantes. Uno strumento fondamentale, che ogni anno fotografa il mondo degli italiani all’estero e che da questa edizione – la nona – sarà disponibile anche in e-book. Il volume è di 536 pagine, curate dalla redazione guidata da Delfina Licata che ha coordinato 55 autori con 47 contributi e approfondimenti dall’Italia e dall’estero. Ieri a Roma la presentazione, moderata da Sergio Valzania, presidente della Migrantes, con il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, monsignor Francesco Montenegro, l'autrice del Rapporto, il professor Mario MorcelliniSaverio Gazzelloni, direttore Istat per le statistiche socio-demografiche e ambientali, Giovanna Genchi, dirigente del Servizio internazionalizzazione della Regione Puglia e il direttore della Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, cui sono state affidate le conclusioni. Tra i presenti, molti consiglieri del Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie), Franco Narducci, che firma un capitolo del Rapporto sugli anziani indigenti, Eugenio Marino, responsabile Pd Italiani nel mondo, e Silvia Bartolini, coordinatrice delle consulte regionali dell'emigrazione e presidente di quella emiliana-romagnola. Torniamo ai dati: nel 2013 sono emigrati soprattutto uomini (56,3%) non sposati nel 60% dei casi e coniugati nel 34,3%, la classe di età più rappresentata è quella dei 18-34 anni (36,2%). A seguire quella dei 35-49 anni (26,8%) a riprova di quanto evidentemente la recessione economica e la disoccupazione siano le effettive cause che spingono a partire. I minori sono il 18,8% e di questi il 12,1% ha meno di 10 anni. La Gran Bretagna, con 12933 nuovi iscritti all’inizio del 2014, è il primo Paese verso cui si sono diretti i recenti migranti italiani con una crescita del 71,5% rispetto all’anno precedente. Seguono la Germania (11731, +11,5% di crescita), la Svizzera (10300, +15,7%), e la Francia (8402, +19,0%). Come confermato da Giro, il Consolato generale a Londra è pure diventato il più grande per numero di connazionali, superando persino quello di Buenos Aires (seconda). Terzo quello belga di Charleroi. “Il rapporto è un volume in divenire" commenta la Licata, prima di elencare le sezioni in cui è diviso il Rapporto: flussi e presenze; prospettiva storica; indagini, riflessioni ed esperienze contemporanee; speciale eventi; allegati socio statistici e bibliografici. Per la prima volta il volume è stampato a colori e ha avviato una collaborazione strutturale con l’Istat, che ne ha riconosciuto la sua autorevolezza. "I dati di quest’anno - aggiunge la Licata - riflettono un’emigrazione ancora euroamericana; i Paesi di approdo sono sempre gli stessi, identica è la maggiore percentuale di migranti di origine meridionale, ma – puntualizza – dal confronto coi dati del 2013 emerge che le partenze più significative sono state registrate da Lombardia, Veneto, Piemonte, e, al quarto posto, Sicilia". Significativa anche la cifra di 94mila nuovi migranti nel 2013, erano 70mila nel 2012, che sottolinea anche l’impressionante +71% degli arrivi in Gran Bretagna al primo posto della classifica dei Paesi di approdo nel 2013: seguono – nell’ordine – Germania, Svizzera, Francia, Argentina, Brasile, Stati Uniti, Spagna, Belgio e Australia. Sono 186 le nazioni dove i 94mila italiani sono andati a vivere l’anno scorso. Quanto alle regioni di partenza, se è vero che la Lombardia è al primo posto, le due regioni che hanno avuto un aumento in percentuale più significativo rispetto all’anno scorso sono state Lazio ed Emilia Romagna. Alle regioni, ha tenuto a sottolineare la Licata, è dedicata ampia parte del rapporto di quest’anno: “Grazie al coordinamento delle consulte, abbiamo iniziato un’indagine analitica delle politiche migratorie delle regioni, e nel Rim pubblichiamo i primi risultati di questa indagine cui ancora stiamo lavorando”. Nel volume, anche lo “Speciale eventi” in cui la prima parte è dedicata alla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato mentre la seconda, in previsione dell’Expo di Milano del 2015, ospita una serie di saggi che testimoniano sia la storica presenza della Chiesa alle esposizioni nazionali e internazionali che l’impegno e il legame dell’Italia emigrata con la ristorazione e il cibo (l’identità culinaria, la globalizzazione di piatti tipici e la prospettiva linguistica di italianismi e marchi associati al mondo della nutrizione e il contributo italiano alla cooperazione allo sviluppo nel settore dell’alimentazione). Nella parte finale del volume, la sezione degli allegati in cui si è voluta inserire, a corredo delle numerose tabelle riassuntive, la bibliografia ragionata delle pubblicazioni editate dalla chiusura editoriale del Rim 2013. Concludendo, la Licata ha ringraziato tutti i collaboratori e gli autori dell’edizione 2014, che contiene anche l’ultimo saluto ad alcuni amici della Migrantes, passati a miglior vita nell’anno passato. Tra loro anche padre Graziano Tassello, che la Licata ricorda come suo mentore e guida e che alla fine ringrazia tra le lacrime.

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