Ugl, primo atto del neo segretario Mancini: rende onore ai caduti di Marcinelle

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Eletto sabato scorso a Pomezia (Roma) segretario nazionale generale dell'Ugl, l'abruzzese Geremia Mancini ha scelto ieri la sua Manoppello (Pescara), dov'è nato nel 1955, come prima uscita simbolica da neo segretario dell'Unione generale del lavoro. Mancini si è, infatti, recato in un luogo simbolo del lavoro a Lui più caro di tutti: il Sacrario dei Caduti di Marcinelle (Belgio) che sta nel Comune del Pescarese che più di tutti ha dato il contributo di dolore alla tragedia dove l'8 agosto del 1956 morino 262 minatori sui 275 presenti, in gran parte italiani, in gran parte abruzzesi, in gran parte manoppellesi. Mancini, da segretario nazionale pensionati dell'Ugl, l'anno scorso (giugno 2013) aveva portato al Sacrario Lech Walesa (video sotto), ex presidente della Polonia ed ex leader di Solidarnosc, il primo sindacato libero polacco che si riuscì a costituire (1980) nella Polonia ancora sotto il regime comunista, messo poi fuori legge per l'attività anche politica che aveva cominciato a fare, costringendolo alla clandestinità fino al 1989. Tornato legale Solidarnosc guidò la Polonia nella transizione pacifica dal comunismo alla democrazia, aprendo la strada alle cadute di tutti gli altri regimi comunisti dell'Est Europa. Mancini, ieri a Manoppello ha voluto incontrare di nuovo la signora Lucia, una delle vedove ancora in vita dei minatori uccisi dalla terribile esplosione che colpì la miniera di Bois du Cazier, oggi monumento patrimonio dell'Unesco e simbolo dell'emigrazione italiana. L'8 agosto, infatti, ricorre la Giornata nazionale del sacrificio italiano nel mondo. "Onorare i minatori di Marcinelle non poteva che essere il mio primo doveroso impegno - ha detto Mancini - Quei ragazzi morirono per il riscatto di un mondo che li vedeva penalizzati e umiliati. Purtroppo ancora oggi il dramma delle morti sul lavoro rappresenta per il nostro Paese una realtà colpevolmente sottaciuta. Ad oggi sono 352 gli uomini che, cercando attraverso il lavoro il riscatto della loro dignità e quella delle loro famiglie, hanno invece trovato la morte. Non è pensabile né sopportabile che questa vergognosa realtà venga nascosta. Per questo e da subito la nostra battaglia sarà quelle di combattere questo triste fenomeno. Ogni lavoratore che muore è un delitto che purtroppo rimane impunito e che il Governo dovrebbe ascrivere tra le sue sconfitte". Mancini ha iniziato la sua storia sindacale nella Cisnal, nel lontano 1972, a soli 17 anni, continuando poi nell’Ugl. In questi anni ha ricoperto diversi importanti incarichi che ne certificano l’esperienza sul territorio e nella Confederazione: è stato segretario provinciale di Pescara, regionale, segretario confederale, ricoprendo infine, sotto la guida del segretario generale uscente, Giovanni Centrella, appunto, l’incarico di segretario nazionale dell’Ugl Pensionati. Mancini va a incrementare il numero dei sindacalisti abruzzesi leader nazionali: che sale a quattro dopo Franco Marini e l'attuale Raffaele Bonanni nella Cisl e Ottaviano Del Turco nella Cgil.


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