Inps riceve Giappone per stipula convenzione. Ecco quali sono nel mondo

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La mobilità lavorativa internazionale impone ai paesi di stipulare accordi e convenzioni per il reciproco trattamento previdenziale dei propri cittadini migranti. I dirigenti e funzionari dell’area Convenzioni internazionali dell’Inps hanno incontrato oggi a Roma una delegazione del Giappone “per approfondire la conoscenza dei sistemi previdenziali dei due Paesi – fa sapere l’Inps - e avviare accordi bilaterali che favoriscano reciprocamente i lavoratori italiani e nipponici.

"Al momento, è in fase di ratifica, da parte del Governo italiano, una convenzione tesa a garantire l’istituto del ‘distacco’, che consente al lavoratore operante in un altro stato di mantenere un’unica posizione contributiva nel Paese di provenienza. Una particolarità della predetta convenzione consiste nel comprendere anche i lavoratori del settore pubblico”. La delegazione giapponese era composta da alcuni deputati di governo e opposizione, dirigenti e funzionari ministeriali e dell’Ambasciata giapponese in Italia. La curiosità è tutta nipponica visto che i giapponesi che vivono in Italia sono meno di ottomila mentre gli italiani che vivono in Giappone sono poco più di duemila, meno dei tremila minimi necessari per poter avere un Comitato italiani all’estero (Comites), organismo istituzionale italiano di rappresentanza democratica all'estero. In compenso il nostro ambasciatore a Tokyo (attualmente il fortunato è Domenico Giorgi) è il più costoso (50mila euro al mese fra stipendio e indennità varie) non solo fra quelli italiani ma persino mondiali, essendo la nostra diplomazia la più cara nel pianeta. Di tagli in questo settore, vera e propria casta pare intoccabile, non se ne parla ancora nonostante gli annunci della ministra degli Esteri Federica Mogherini che vuol gettare la spugna e andare a fare lo stesso mestiere in Europa. Di norma, l’Italia fa convenzioni con i paesi extraeuropei dove forte è l’emigrazione italiana, come Argentina, Australia, Brasile, Canada, Messico, Stati Uniti, Uruguay o Venezuela. Questo per permettere a chi è emigrato e ha lavorato in entrambi i paesi di poter totalizzare i periodi contributivi e andare in pensione, così come lavora in Italia e proviene da questi paesi. Le convenzioni ce le abbiamo, quindi, pure con la Bosnia Erzegovina, Corea del Sud, Croazia, Israele, Macedonia, Serbia, Tunisia, Turchia e persino col piccolo arcipelago africano di Capo Verde e il Principato di Monaco. Naturalmente anche con San Marino e Vaticano. Con i 28 Stati membri dell’Unione europea vige l’automatico reciproco riconoscimento in base ai regolamenti Ue, estesi anche alla Svizzera e ai paesi See Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Fra i paesi a forte emigrazione italiana non abbiamo convenzioni col Cile (52mila cittadini italiani, 150mila gli oriundi), Sudafrica (32mila), Perù (31mila e ben 1,4 milioni di oriundi), Ecuador (15mila) o Colombia (14mila), tutti paesi che hanno più connazionali del convenzionato Messico (13.500 che, però, calcola 850mila oriundi). Niente convenzione nemmeno col Paraguay che ha 100mila italiani oriundi e 8500 cittadini di passaporto. Già che ci siamo completiamo i dati statistici aggiungendo che il paese nel mondo con più oriundi (28 milioni) è il Brasile, dove risiedono 317mila concittadini. L’Argentina è, invece il Paese con più italiani di passaporto: quasi quasi 700mila e quasi 20 milioni di oriundi. Negli Stati Uniti vivono quasi 18 milioni di oriundi e solo 225mila cittadini. La Francia ha quattro milioni di oriundi e 38mila connazionali; la Svizzera, con 560mila presenze, è l’unica nazione dove tutti i nostri connazionali sono cittadini italiani. In Belgio (255 su 290mila) e Germania (652 su 700mila) quasi tutti gli emigrati sono iscritti all’Anagrafe degli italiani all’estero (Aire), dove, appunto sono registrati gli emigrati con cittadinanza italiana. In Gran Bretagna sono meno della metà: 210 su 500mila. Le cifre, vista la crisi in Italia, sono, però, in continua crescita.

Nella foto, Girolamo Panzetta secondo il sito "Italiani in Giappone" il connazionale "più famoso" in terra nipponica per via delle sue apparizioni in tv e nel cinema. 

 

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