Svizzera, reddito presunto dei bordelli? Basta contare i preservativi acquistati

Il senatore abruzzese Antonio Razzi (Fi) è stato preso in giro dai media pure per la sua serissima proposta di legge sulla regolamentazione della prostituzione, che peraltro è stata presenta subito dopo quella proposta dalla collega del Pd Maria Spilabotte.

Entrambe ferme in chissà quale Commissione e chissà se giungeranno in Parlamento per l'approvazione di una norma che, oltre a regolamentare un'attività socialmente rilevante, nel bene e nel male, farebbe entrare - calcoli presunti già da noi fatti in raffronto alla Germania dove è legale - fra i tre e i quattro miliardi di euro di tasse. Tasse che, lo ha stabilito la Cassazione, escort e prostitute devono pagare: Irpef, Iva e Inps. Razzi è stato preso in giro soprattutto nel passaggio del disegno di legge in cui, l'"operatore di assistenza sessuale" (questa è la qualifica proposta... "prostituta" è brutto, "puttana" ancora peggio) è tenuta a denunciare alle autorità l'eventuale rottura del preservativo. Dovere sacrosanto, invece, visto che senza condom si rischia di trasmettere malattie tipo l'Aids ad altri, coniugi ignari compresi. I preservativi sono, inoltre, uno dei pochi beni che professioniste del sesso o bordelli sono tenuti ad acquistare e a scaricare dalle tasse. Nella Svizzera dove risiede tuttora Razzi, Paese dove è emigrato 50 anni fa dal suo Abruzzo è, infatti di oggi la notizia che la magistratura helvetica ha stabilito che il reddito presunto (e, di conseguenza l'Iva) di un bordello (lì è legale) si evince, appunto, dai condom acquistati, da cui dedurre le prestazioni sessuali erogate. Il gerente di un postribolo del Cantone Turgovia, infatti, sosteneva che nel suo bordello venivano "consumate" 6200 relazioni sessuali a pagamento all'anno. Nel 2009 l'agenzia delle entrate helvetica ha, però, scoperto che l'attività aveva acquistato un numero di preservativi ben maggiore: 21mila. L'autorità fiscale ha, quindi, stabilito che in media nel locale si è fatto sesso 12mila volte. L'agenzia ha poi calcolato il numero di relazioni sessuali giornaliere anche per gli anni precedenti: 19 al giorno nel 2007, 28 nel 2008 e 33 nel 2009. Il prezzo per una "prestazione" era di 180 franchi svizzeri (150 euro circa). Per arrivare a questi dati, si è tenuto conto pure della quantità di champagne consumata. Per i funzionari del fisco, tre bicchieri di champagne corrispondono a due "prestazioni" sessuali. In base a questi calcoli, il gerente del bordello dovrà pagare un importo Iva di 440mila franchi. Il suo ricorso al Tribunale federale contro il metodo di calcolo impiegato dall'Agenzia fiscale è, infatti, stato respinto.

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