FlixBus lamenta terminal italiani 'vergognosi'. Come i suoi ritardi

"La tecnologia permetterà di fare ulteriori controlli, quindi su questo noi continueremo a investire. Però ci sono altri aspetti della sicurezza che non possono essere affrontati solo da noi aziende del settore. Il primo sono le autostazioni che in Italia sono vergognose". Lo ha detto Andrea Incondi, managing director di FlixBus Italia, nel corso della tavola rotonda organizzata in occasione della presentazione della ricerca del Traspol del Politecnico di Milano "Il trasporto interurbano con autobus".
"Per i milioni e milioni di passeggeri che trasportiamo, le autostazioni sono il biglietto da visita e oggi sembra di arrivare in un Paese che non è moderno. Per migliorarle, non c'è bisogno di fare tanto, serve solo un impegno maggiore da parte delle amministrazioni che dovrebbero capire come gli investimenti in queste infrastrutture diventerebbero un volano per le attività economiche".

I terminal italiani sono belli e brutti ma di certo l'opinione di Incondi sembra esagerata. Piuttosto Flixbus si preoccupi di essere più puntuale: proprio ieri chi scrive ha dovuto annullare il biglietto del bus Pescara-Roma Tiburtina delle ore 6,30, a causa di un ritardo annunciato via sms di 40/50 minuti. Un appuntamento nella Capitale alle 10 lo ha costretto a dover optare per un'altra autolinea regionale, peraltro diretta e più economica (sette invece di 10,90 euro). Chiamato al call center chi scrive si è visto rispondere da un'operatrice (forse tedesca) la quale ha spiegato che il biglietto era rimborsabile con emissione di voucher, decurtato di 5 euro perché "il ritardo non era di più di due ore ma meno di un'ora". Che un autobus faccia ritardo all'arrivo a causa di un incidente o del traffico è comprensibile, ma che il ritardo sia direttamente alla partenza non è concepibile. Manco i treni italiani osano tanto. (Pierluigi Spiezia) 

 

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