Cciaa e Ice: export in crescita in Abruzzo con l'automotive. Lolli passa a Marsilio

L'Export in Abruzzo registra una delle migliori performance tra le migliori in Italia i primati: secondo nel Paese per incidenza con il settore automotive. "Il sistema camerale abruzzese tramite il suo Centro Estero - interviene il vicepresidente vicario Lido Legnini  - può pregiarsi di una durevole collaborazione con la Regione Abruzzo e con l'Istituto commercio estero (Ice) e questa solida intesa ha reso possibile la costituzione di una 'Cabina di regia per l'internazionalizzazione' che dal 2017 ha l'intento di coordinare le azioni di diffusione e promozione delle attività contenute nel Piano Export Sud 2. I numeri nazionali che presentiamo oggi assumono una maggiore valenza se letti in parallelo con gli ultimi dati sull'export regionale, che registra una crescita costante dell'automotive, della pelletteria e del settore farmaceutico (quest'ultimo con un incremento del 41%) e un lungo trend positivo del settore agroalimentare, che sta conquistando mercati considerati, fino a soli tre anni fa, poco esplorati".
Per l'Ice Paola Bellusci, "Siamo felici che nel piano 'Export Sud' (di cui è responsabile, ndr) siano rientrate le tre regioni in transizione tra cui l'Abruzzo che, per settori industriali e qualità delle sue produzioni, arricchisce l'offerta. La capacità di attrazione verso gli operatori esteri è capace di coinvolgere sia i settori tradizionali di beni di consumo (agroalimentare e tessile) sia i settori industriali come per esempio la filiera dell'automotive". 

Ha concluso i lavori Stefano Cianciotta (nella foto a destra, ospite in tv a "UnoMattina" su Rai1), docente dell'Università di Teramo: "Nel decennio di crisi il Mezzogiorno si è deindustrializzato, perdendo il 30% della ricchezza prodotta dall'industria. La crisi non ha risparmiato l'Abruzzo, che negli ultimi cinque anni ha dovuto gestire 109 crisi industriali, che hanno coinvolto anche le multinazionali. L'Abruzzo, come testimoniano i dati Istat riferiti al III trimestre 2018, ha perso rispetto al 2017 26mila posti di lavoro".

Da anni la Regione guida il generale processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese abruzzesi dopo l'impulso arrivato da Ice che ha rimesso al centro le regioni. All'appuntamento di Pescara era presente il neo presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, alla sua prima uscita ufficiale poche ore dopo il passaggio delle consegne di lunedì scorso con l'uscente vicario Giovanni Lolli (nella foto il momento della consegna di targa presidenziale). Lolli, che è stato anche assessore alle attività produttive, ha ben gestito tutte le vertenze industriali regionali.

"Nostro compito - ha detto Marsilio - è di avere capacità di ascolto e di programmazione; in questo senso è importante il ruolo della Regione a sostegno dell'export. Ma l'incremento della competitività passa attraverso una rete adeguata di infrastrutture e l'Abruzzo paga il dazio di pedaggi autostradali esosi, di porti non adeguati, di reti immateriali ancora da sviluppare".

L'Abruzzo perde, dunque, posti di lavoro a causa della crisi e della delocalizzazione delle multinazionali che lasciano l'Italia verso paesi (anche in Unione europea) dove il costo del lavoro è più basso. Ma oltre all'export anche la Sanità, voce principale dei bilanci regionali, ha segnato un dato positivo proprio a gennaio:  l’Abruzzo è fra le otto regioni al top per i Livelli essenziali di assistenza (Lea) - ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket - secondo il monitoraggio effettuato dal Ministero della Salute a guida pentastellata.

Un risultato di "straordinario significato politico - ha detto l'ex assessore alla Sanità regionale Silvio Paolucci (ora consigliere regionale di opposizione per il Pd) - se si pensa che l’Abruzzo era uscito dalla fase del Commissariamento agli inizi del 2018 e ora è tra le otto regioni che raggiungono un punteggio superiore a 200 con Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche".

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