Reddito Cittadinanza, M5s approva paletto per stranieri tipo Lega a Lodi

Proseguono al Senato i lavori della Commissione Lavoro sul Decreto del Reddito di Cittadinanza (Rdc) e "Quota 100" per le pensioni. Gli emendamenti presentati sono 1600 e fra questi ne è stato approvato uno del Movimento Cinque stelle (che presiede la Commissione con Nunzia Catalfo, nella foto col suo leader e vicepremier Luigi Di Maio) che precisa: "I cittadini di stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana". Una complicazione per gli stranieri che sembrerebbe escogitata dalla Lega Nord "anti-immigrati" (come per il caso Lodi bocciato dalla magistratura) e invece no: a proporre il paletto agli extracomunitari è stato il movimento a cui il RdC sta a cuore. Anche se ormai quello che viene dal Decreto in fase di emendamenti è sempre più lontano dal disegno di legge originario della scorsa legislatura. 
L'emendamento grillino approvato precisa che questa disposizione non si applica nei seguenti casi: "Nei confronti dei cittadini di stati non appartenenti all'Ue aventi lo status di rifugiato politico; qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente; nei confronti di cittadini di stati non appertenenti all'Ue nei cui paesi di appartenenza è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni (praticamente la gran parte dei paesi del Terzo mondo, ndr)".
L'elenco dei paesi dove non sarebbe possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione sostitutiva unica ai fini Isee verrà stilato, con decreto del Ministro del Lavoro di concerto col Ministro degli Esteri, entro tre mesi dall'entata in vigore delle misure. Gli immigrati che fossero interessati a chiedere il Rdc dovranno attendere.

In Italia l'unica legge che prevede che gli stranieri debbano dimostrare cosa hanno o non hanno nei paesi di provenienza è quella sul gratuito patrocinio legale a spese dello Stato italiano. E anche qui molti stranieri dei paesi del Terzo mondo hanno difficoltà a produrre la documentazione richiesta che, spesso, non c'è in nazioni dove non esistono questo tipo di registri o non sono telematizzati con i consolati.

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