Reddito di Cittadinanza, Dichiarazione Irpef oltre Isee è 'contraddizione in termini'

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Non solo l'Isee ma anche il reddito familiare ai fini Irpef. E' questo l'ennesimo "paletto" tirato fuori dal Movimento Cinque stelle per ridurre ulteriormente la platea delle famiglie che potranno accedere al Reddito di Cittadinanza. Si scende così (anche per altri filtri esposti di seguito) da 2,5 milioni previsti meno di un mese fa a meno di 1,4 milioni di nuclei familiari, quasi il doppio di quelli che sono stati ammessi al Reddito di Inclusione targato Partito Democratico. La tardiva misura di contrasto alla povertà dei governi Renzi-Gentiloni è stata richiesta da oltre un milione di famiglie ma poi i non pochi paletti posti pure dal Rei hanno ridotto la platea, senza considerare che molti aventi diritto nemmeno l'hanno chiesto o per ignoranza o perché l'assegno può anche non valere la pena per chi è finto povero (leggasi lavoratori in nero). Siccome i soldi stanziati dalla manovra giallo-verde non bastano a garantire i 780 euro medi per tutti i poveri in base ai dati Istat, ecco che è spuntata l'ulteriore alzata di asticella per ridurre la platea, già ammonita dalla possibile incompatibilità, perseguibile penalmente, fra lavoratori in nero o dichiaranti infedeli e l'assegno per i poveri targato Cinque Stelle.

Rimaniamo sempre sulle supposizioni perché il Reddito di Cittadinanza non è inserito nella Legge di Bilancio 2019 ma sarà oggetto di un decreto a parte e dovrebbe partire da aprile prossimo. Isee e Reddito Irpef familiare appare, però, una "contraddizione in termini" perché l'Isee è lo strumento unico di legge col quale si misura il reddito familiare e qualsiasi misura "extra" rischia di essere impugnata dagli esclusi. Com'è accaduto al Comune di Lodi a guida leghista, nel caso dei bambini stranieri esclusi da mensa e scuolabus perché avrebbero dovuto produrre per delibera sindacale anche il reddito mobiliare e immobiliare estero, non previsto dall'Isee. 

Per la misura regina col quale i grillini hanno stravinto le elezioni politiche al Sud pieno di disoccupati (ufficialmente) si prevede così un Isee massimo di 9300 (Rei è a seimila) euro e un reddito Irpef familiare a massimo 12600 euro (seimila i single). Per gli extracomunitari gli anni minimi di residenza sarebbero scesi da 10 a cinque (con buona pace della Lega, alleata dei pentastellati ma ideologicamente contraria al Reddito di Cittadinanza, soprattutto esteso agli immigrati). Bisogna pure sperare che ci si ripensi e che il Reddito Irpef integrativo venga tolto o perlomeno sia quello presunto riferito all'anno in corso (tipo Reicom del Rei) e non quello dell'anno precedente (o due anni prima come per l'Isee). Altrimenti viene meno il principio del sostegno economico a chi è in difficoltà: Isee e dichiarazione dei redditi fanno riferimento a situazioni passate ma chi è disoccupato e senza Naspi, ha bisogno di un reddito per la situazione corrente e non perché in passato lavorava. Isee e dichiarazione dei redditi possono inoltre anche dare una situazione familiare molto differente: si pensi al contratto di affitto della prima casa, che è deducibile a fini Irpef per massimo 495 euro l'anno e completamente a fini Isee. Poi fra i paletti della "seconda ora" c'erano già affitti percepiti o altre entrare. Insomma, questo Reddito pentastellato rischia veramente di essere un Rei con qualche spicciolo in più; anzi, chi percepisce il Rei piddino rischia di vederselo tolto invece che sostituito d'ufficio. 

Altri paletti: il patrimonio immobiliare - già previsto e valutato anche esageratamente dall'Isee - non dovrà superare i 30mila euro (per esempio una casa di 60 metri quadri in zona periferica) euro mentre quello mobiliare (pure valutato nell'Isee) deve stare sotto i seimila-10mila euro. Ancora: nel nucleo non ci dovranno essere intestatari di auto nuove (immatricolate nei sei mesi precedenti la domanda) o di grossa cilindrata (sopra i 1600 cc), moto sopra i 250 cc e barche. Il reddito non spetta in caso di dimissioni volontarie dal lavoro (nemmeno la Naspi, se per questo), se si è giovani under 26 ancora in casa con i genitori o se si "divorzia apposta" per dividere l'Isee. Non solo: niente assegno pure a chi è in carcere o ricoverato in istituti di cura o strutture residenziali, perché tutti "già a carico dello Stato" (come se chi sta dentro campi la famiglia che sta fuori)Staremo a vedere se la platea dei "poveri" secondo l'interpretazione grillina (eravamo partiti da cinque milioni, ricordate?) verrà ulteriormente abbassata per dare 780 euro a un po' di gente, ma in ogni caso è bene ricordare che del Rei targato Pd si parla più ora come confronto col Reddito di cittadinanza che quando è andato in vigore: molto tardi, nel 2017, con i primi assegni staccati nel 2018, quando ormai era troppo tardi e il M5S avevano già vinto le elezioni del 4 marzo, pur se i pagamenti con decorrenza gennaio 2018. Nel frattempo si rischia che gli assegni a cinque stelle vengano staccati anche qui dopo le elezioni, quelle europee del prossimo 26 maggio, pur se con la decorrenza promessa di aprile.

 

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