RdC, De Masi: 'C'è ovunque. Difficile che passi, ricchi mai pensato a poveri'

Al Teatro Eliseo a Roma il sociologo del lavoro Domenico De Masi ha impersonificato ieri il filosofo tedesco Karl Marx, nel format "Processo alla storia", ideato da Elisa Greco. De Masi (nella foto, sul palco), 80 anni, è consulente del Movimento 5 Stelle e strenuo sostenitore del "reddito di cittadinanza", che i grillini fanno fatica a inserire nella legge di bilancio.
"Per quanto riguarda il 'reddito di cittadinanza', si tratta di un'idea che riguarda la povertà, risolvere un problema di sei milioni di poveri ed è difficile che passi, perché i ricchi non hanno mai pensato ai poveri, i poveri sono incapacitati a risolvere i loro problemi, a meno che non facciano la rivoluzione. È una misura a cui bisogna arrivare, c'è in tutti i paesi tranne che in Italia", dimenticando che l'Italia ha il Reddito di inclusione che è poco ma sempre meglio di niente. Anzi, come da noi preannunciato, alla fine il RdC sarà un "Rei con qualche spicciolo in più" perché, se verrà approvato, durerebbe solo 18 mesi come il Rei con un Isee più generoso (oltre novemila invece che seimila euro di limite).
De Masi, autore di "Lavorare gratis, lavorare tutti. Il futuro è dei disoccupati" (2017), per una piena occupazione suggerisce: "Io proponevo ai disoccupati di fare l'opposto di quello che fanno i lavoratori, quando i lavoratori devono protestare, smettono di lavorare, scioperano, quando i disoccupati, che non lavorano, vogliono protestare, possono fare una giornata o due di lavoro gratuito per mettere in difficoltà il mercato e quindi costringere i lavoratori a ridurre l'orario di lavoro, perché non avremo piena occupazione finché non si riduce l'orario di lavoro come in Germania".

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