Molestie, Sga-Fnsi esprime solidarietà per coming-out della giornalista Galeotti

La cosa più difficile, per una giornalista, probabilmente è raccontare sé stessa. La collega Roberta Galeotti, direttrice del giornale online ilcapoluogo.it, ha trovato il coraggio di farlo quando, dopo più di vent'anni, s'è trovata a fare i conti col ricordo delle molestie subite all'interno degli studi di un'emittente privata aquilana, TvUno, che non esiste più. Un'esperienza traumatica risolta col rifiuto nei confronti dell'uomo e con l'abbandono di quell'esperienza professionale, che era appena agli inizi. Del racconto di Roberta - pubblicato sul suo giornale - colpiscono due cose, la durezza e la solitudine. Per questo il Sindacato dei giornalisti abruzzesi (Sga), anche con la sua Commissione Pari opportunità sia regionale sia nazionale Fnsi - ricorda questa vicenza e questo problema con una nota stampa - non vuole fermarsi alla doverosa e sincera solidarietà nei confronti della collega. Il tema delle violenze, materiali e psicologiche, all'interno delle redazioni richiede oggi un nuovo impegno e un'azione concreta: la volontà è quella di aprire uno sportello antimolestie, al quale sarà possibile rivolgersi per avere un sostegno in un percorso di emersione e di denuncia che resta difficile da affrontare. Il timore di denunciare fa ancora il paio con la paura di perdere il posto di lavoro, con lo stigma sociale, ancora forte, dell' "un po' se l'è cercata": il sindacato dei giornalisti vuole impegnarsi per rivendicare uguaglianza nei diritti all'interno dei luoghi di lavoro, ma vuole ancor più essere punto di riferimento per tutte quelle colleghe che dalle redazioni sono fuori e sono più deboli e più esposte ai ricatti. Sulle molestie la Commissione Pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana sta lanciando una forte campagna d'impegno e sensibilizzazione, per cambiare un modello culturale ancora fortemente ancorato al silenzio e alla rimozione. 

La Galeotti (nella foto a destra) scrive nell'articolo pubblicato: "Questa occasione di vedere i tanti volti che hanno attraversato il piccolo schermo, che ha scritto la storia televisiva di questa città, mi ha riportato indietro negli anni a quando, nel 1991, non so per quale coincidenza, mi ritrovai a fare un provino per TvUno. L’editore a quell’epoca era Enrico Vittorini e la redazione si trovava a Pettino. Avevo 21 anni e studiavo Lingue all’università. Ho trascinato in quell’improbabile provino una mia cara amica di quei tempi, Giusi Fonzi, e insieme prestammo il viso a un book fotografico all’anfiteatro Amiternum. Abbiamo superato il provino entrambe e siamo state scritturate. Abbiamo iniziato con il tg della sera. Non so quanto tempo sia passato dal mio debutto, qualche mese forse, so solo che la mia sfida, pur piacendomi, fu bruscamente interrotta da un rude attempato che frequentava la redazione, che tentò un goffo approccio. Mentre ero intenta a preparare il tg in redazione, una sera tirò i suoi tentacoli su di me e cercò di sedurmi. Sedurmi… alla soglia dei miei 47 anni ritengo che seduzione sia tutt’altra cosa. Tentò di abbracciarmi, toccarmi e baciarmi inchiodandomi alla scrivania. Lo allontanai con fermezza, ma tanto fece che io mi sentii talmente sporca, sbagliata e offesa da quel gesto che mi ritrassi e abbandonai senza indugio, ne spiegazioni, l’esperienza in tv. La vita mi ha portato a ripercorrere quella strada e a diventare giornalista con vent’anni di ritardo. Si vede che quella fosse proprio la mia strada!" 

L'importanza è sempre denunciare: lo sottolinea la collega che prosegue: "Guardandomi indietro mi rammarico di non aver avuto la forza di alzare il dito contro quel vile marpione e di non averlo denunciato ai vertici della tv. La rabbia mi assale quando penso che in queste situazioni non può essere la ragazza a sentirsi mortificata e a doversi vergognare! Mi sono lasciata condizionare dal disagio e ho permessi che un comportamento riprovevole intralciasse la mia vita in modo così significativo! Quell’uomo mi fa pena… e ribrezzo! Anche se l’ho rincontrato tante volte, l’ho salutato e lo annovero tra gli ‘amici di Facebook’ - perché secondo la GaleottiÈ un poveraccio! Quante ragazze avrà infastidito nella sua vita! Dalla sua, come al solito in distrazioni analoghe, non avrà dato importanza a quel gesto, perché per molti uomini è sufficiente essere attratti da una donna (da una bambina!) per sentirsi autorizzati a provarci. Anche quando la ragazza ha 20 anni di meno. Anche quando la ragazza è una giovane sprovveduta. Ebbene non è così. Mi sono talmente vergognata di quella situazione che ho lasciato la redazione senza spiegazioni e senza riuscire più a metterci piede. Mi sono sentita talmente sporca che ho pianto per giorni e i miei genitori si sono sentiti più mortificati di me dell’accaduto!".

Quale sarebbe stata la mia storia se avessi continuato a lavorare a TvUno?

E' la domanda che si pone e alla quale risponde la giornalista aquilana: "Avrei capito a quel tempo che la mia strada sarebbe stata il giornalismo? Non avrò mai una risposta… ma questa domanda mi è esplosa in testa ieri sera, mentre negli ultimi 10 anni, cioè da quando ho rincrociato la strada del giornalismo, timidamente mi riaffacciavo ogni tanto indietro a quella brutta sera! Sono tornata a TvUno come direttore del 'Capoluogo' nel 2012, quando Giosafat Capulli mi ha generosamente offerto lo spazio di una trasmissione: 'WorkInAq'. Ho iniziato a registrare le puntate proprio con Francesca Marchi, la splendida giornalista che dal 2015 condivide la redazione del 'Capoluogo' con me ed Eleonora Falci, un’altra incredibile ex giornalista di TvUno. Insomma, non avrei mai immaginato che una cena tra tanti volti noti (nella foto qui sotto, la redazione alla cena, ndr), ma fondamentalmente persone a me sconosciute, mi provocasse un tale scombussolamento di ricordi. Faccio coming out oggi, perché non è giusto che un porco incida sulla vita di una giovanissima, senza rispondere delle proprie responsabilità! Racconto questa cosa oggi, perché nessuna ragazza debba sentirsi sporca per colpa di un viscido. Perché nessuno deve tenersi dentro una tale violenza!

Perché di violenza si tratta… e non sempre, e non tutte hanno la forza di liberarsi da quell’abbraccio mortale!".

Pierluigi Spiezia, il direttore del nostro giornale IlMondo.tv, fa parte del Consiglio direttivo e della segreteria dello Sga-Fnsi, esprime solidarietà alla collega Roberta sia come dirigente sindacale sia come collega "maschio" che ancora oggi, dopo 30 anni di professione, non riesce a capire come un collega di lavoro, ma anche qualsiasi persone per strada, possa avere il coraggio di comportarsi così: se una donna ti piace la corteggi in modo elegante ed educato; se non ci arrivi perché l'attrazione fisica non è ricambiata, lascia perdere e se proprio sei colto da una tempesta ormonale è meglio andare con una prostituta. E' più dignitoso e certamente meno caro: gli avvocati costano di più.

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