Crimi minaccia Ordine Giornalisti, Fnsi: iniziative a tutela autonomia

E' bufera contro il sottosegretario grilino all'Informazione ed Editoria Vito Crimi, che ha annunciato di valutare la possibilità di abolire l'Ordine dei Giornalisti (che lo circondano, nella foto d'apertura. Il presidente dell'Ordine Carlo Verna ha detto che il Contratto di governo non prevede "l’abolizione del soggetto chiamato a vigilare sulla correttezza deontologica e sul rispetto della verità a tutela dei cittadini; che è poco gradevole pensare che una proposta sulla quale la categoria sta lavorando e discutendo veda un governo fare a giorni alterni aleggiare la matita rossa e blu. Soprattutto se è lo stesso governo attenzionato in queste ore dagli organismi internazionali che si occupano di libertà di stampa sulla questione fondamentale dell’autonomia del servizio pubblico,in cui una pessima legge rischia di essere finanche superata nell’applicazione in perversa attribuzione all’esecutivo di qualunque scelta, persino in presenza di una previsione di una maggioranza qualificata di garanzia. Nessuno pensi che minacce abolizioniste dell’Ordine possano tacitare i giornalisti”, ha concluso Verna, al quale si è subito affiancata la difesa dei colleghi del sindacato Fnsi: "Condividiamo e facciamo nostra la giusta presa di posizione di Verna in risposta alle non velate minacce di scioglimento dell`ente arrivate da Crimi - hanno scritto Raffaele Lorusso (nella foto qui a destra, insieme a Verna) e Beppe Giulietti, segretario e presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).

"Da chi ha la delega in materia di editoria - proseguono i due giornalisti-sindacalisti - ci saremmo attesi l`annuncio di una prossima riforma dell`editoria, un sostegno a chi contrasta il lavoro precario, un rinnovato impegno a sostenere chi, come Verna e le colleghe e i colleghi dell`Ordine nazionale e degli ordini regionali, sono impegnati in un fatico processo di autoriforma, di tutela dell`articolo 21 della Costituzione e della libertà di informazione, di contrasto al linguaggio dell`odio e alle centrali della disinformazione organizzata e finalizzata alla distruzione della funzione di mediazione tipica del giornalista. A meno che non sia proprio questa attività e questo impegno a disturbare chi non ama, in Italia e non solo, l`esistenza di una stampa non subalterna ai 'Signori della rete'. Da Crimi ci attendevamo e ci attendiamo un invito al suo collega Alfonso Bonafede ad avviare un pubblico confronto per portare a compimento una riforma dell`Ordine condivisa e una immediata abrogazione di quelle norme che ancora prevedono il carcere per i cronisti e consentono di usare le querele temerarie o è proprio strumento di intimidazione nei confronti dei cronisti che indagano su malaffare e corruzione. La Fnsi appoggerà tutte le iniziative che l`Ordine dei giornalisti promuoverà a sostegno della autonomia della professione e della libertà d'informazione"

Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico (nella foto qui a sinistra), ha commentato: "Crimi si chiede che senso abbia l`Ordine dei giornalisti oggi. Evidentemente per lui nessuno, se non quello, evidentemente minaccioso per i Cinque Stelle e per il governo, di ostacolare la diffusione di bufale e di garantire la corretta informazione alle cittadine e ai cittadini italiani. Nella scorsa legislatura abbiamo operato una riforma radicale che ha portato a rivedere la rappresentanza giornalistica nell`Ordine professionale perché acquisti autorevolezza ed efficacia nel tutelare una professione, che è presidio ineludibile della democrazia moderna. La convocazione dei vertici dell`Ordine suona come un avviso minaccioso più che un vero desiderio di collaborare per migliorare una professione troppo spesso svilita proprio da chi Crimi rappresenta".

 

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