Rottamazione Bis scade 15/5. Prima di aderire verificare se debiti prescritti

Il tempo della rottamazione bis delle cartelle esattoriali è arrivato: il 15 maggio scadrà il termine per aderire alla "Definizione agevolata" sia nazionale Agenzia delle Entrate-Riscossione, ex Equitalia) sia locale, e a oggi oltre 450mila persone hanno orientato la propria scelta sulla possibilità di ottenere un presunto risparmio del debito. Il Dl 148/2017 (Legge di stabilità 2018) specifica che potranno essere rottamate le cartelle affidate all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017. In base a quanto previsto dalla Legge di stabilità 2018 non rientreranno nell’ambito applicativo le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato oppure i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Con essi anche i carichi interessati da una precedente rottamazione (presentata in base al Dl 193/2016, convertito con modificazioni dalla legge 225/2016), che l’agente della riscossione ha accolto oppure rigettato perché "non rottamabili" in base a quest'ultima norma citata. Chi intenderà aderire alla rottamazione pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, anche quelle comunali, non si pagheranno solo gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. 

"La rottamazione bis restituisce l’opportunità di abbattere sino al 30% il dovuto eppure, attraverso un’azione legale, si può ottenere l’abbattimento di questa somma del 60-70 o addirittura del 100%", rivela Carmine Carlo, fondatore di Cfc Legal di Milano, azienda legale in specializzata in consulenza e assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa di contribuenti, imprenditori e aziende. Qui sorge il dubbio: si tratta sempre di debiti dovuti? "Meglio verificare attentamente il proprio debito prima di aderire alla rottamazione bis, poiché i vizi di forma, i vizi di notifica, l’avvenuta decadenza o prescrizione sono molto comuni al punto da caratterizzare oltre il 70% delle cartelle esattoriali. Infatti, chi oggi aderisce alla rottamazione bis finisce con il pagare, spesso, uno sconto su debiti che se impugnati sarebbero del tutto annullati”.

In Italia - spiega Carlo - 22 milioni di persone hanno debiti con il fisco e cartella di ex Equitalia ora Agenzia delle Entrate-Riscossione in un cassetto, per un valore di oltre 800 miliardi di euro, senza contare quelle degli agenti di riscossione locali, a cui si affidano affidavano i comuni. Chi riceve una cartella esattoriale solitamente è convinto che l’unica soluzione possibile sia pagare, se non tutto in un’unica soluzione, almeno rateizzando la cifra. Ma non tutti sanno che almeno il 70% di queste cartelle esattoriali è annullabile per prescrizione o irregolarità nella procedura di riscossione. Come? “In primis procediamo all’analisi delle cartelle esattoriali, degli estratti di ruolo, della situazione debitoria, proseguendo con il controllo delle azioni dell’ente riscossore (ipoteche, fermi amministrativi, pignoramenti o intimazioni di pagamento), della validità cartelle esattoriali - prosegue il titolare di Cfc Legal - secondo le linee dettate dal nostro 'Metodo' certificato da Progetto Italia tramite il Miur. In seguito procediamo con la verifica di eventuali vizi di forma o procedura nell’azione dell’ente riscossore, dell’analisi patrimoniale e del numero di ricorsi al fine di ottenere l’abbattimento sino all’ammontare totale del debito. Infine, definiamo le strategie legali da intraprendere dando priorità alle esigenze di ogni professionista”.

Il motto dell'impresa è "I giudici lo dicono, noi ti aiutiamo a farlo", perché Cfc Legal spiega che si muove sulla base delle decisioni del giudice: “Il che rappresenta un passo in avanti verso il contribuente in tema di possibilità di disconoscimento e annullamento delle cartelle esattoriali”.

Carlo ha scritto pure libro sul tema, “Liberati da Equitalia / Aer”, dove l'autore (nella foto d'apertura è con il volume in mano) illustra le "7+1 mosse" per aiutare chi ha ricevuto non solo cartelle esattoriali ma anche un’intimazione di pagamento, un fermo amministrativo, un’iscrizione ipotecaria (o un preavviso d'iscrizione) o un pignoramento, a verificare se l’operato dell’esattore sia in linea con le procedure nella riscossione del credito: “Gli esempi che potrei fare - conclude l'esperto - sono tanti e alcuni li ho inseriti nel libro. Si tratta di storie di imprenditori e professionisti, aziende e contribuenti, che hanno voluto verificare il proprio debito affidandosi ai legali della mia azienda. Ciascuno di loro, nell’arco di pochi mesi, è riuscito ad annullare anche il 100% del debito. Risultati straordinari, frutto di oltre 15 anni di esperienza, raccolti nel libro e ora consultabili da chiunque”.

Ognuno di noi ha avuto a che fare con cartelle esattoriali che spesso elencano imposte e multe prescritte perché le concessionarie per prime non riescono a notificare e rinotificare in tempo documenti che, come nel caso delle multe per violazioni al Codice della Strada, si prescrivono in cinque anni. Lo strumento gratuito per annullarle sarebbe l'istanza di sgravio per intervenuta prescrizione in autotutela, ovvero far sapere all'ente creditore e al suo riscossore che la sanzione è vecchia e non più esigibile, da eliminare senza scomodare la giustizia e soprattutto evitare spese giudiziarie e legali che la Corte dei conti disapproverebbe. "Strumento bello quello dell'autotutela - ci risponde Carlo alla nostra domanda - ma che non funziona perché l'ente creditore quasi sempre risponde che non è vero che la multa o la tassa è andata in prescrizione" quindi, in sostanza, scrivendo il falso. "Alla fine bisogno sempre ricorrere a un giudice che ci dia ragione - prosegue - L'ente creditore si approfitta proprio del fatto che il termine per fare ricorso è di 60 giorni dalla notifica, termine che non viene interrotto dall'istanza in autotutela che ha tempi più lunghi di 60 giorni: ripeto: 23 milioni di debitori; non esiste apparato più ingolfato nella pubblica amministrazione".

Gli enti locali se ne fregano del fatto che il loro agente di riscossione ha mandato in prescrizione i propri crediti (che farebbero bene e riscuotere da soli, ci guadagnerebbero di più) e in barba al diritto pretendono lo stesso gli importi scaduti dal contribuente per ragioni di cassa: hanno bisogno di soldi e si attaccano pure ai crediti che sarebbero inesigibili. Quindi, autotutela ma se nei 60 giorni non sgravano, inviare prima dei due mesi il ricorso giudiziario. Altrimenti si rischiano fermi amministrativi delle proprie auto e pignoramenti.

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=