AssoCamerEstero presenta risultati progetto 'True Italian Taste'

AssoCamerEstero - l`associazione delle 78 Camere di commercio italiane all`estero (Ccie) - e Unioncamere - hanno presentato i primi risultati dell`attività svolta sul progetto "True italian taste" (vero gusto italiano), a quasi due anni dall`avvio (come altri). L`iniziativa - si legge in un comunicato - rientra nell`ambito della "Campagna di promozione strategica per la valorizzazione del prodotto italiano in rapporto al fenomeno dell`'italian sounding'", promossa e finanziata dal Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con l'Istituto commercio estero (Ice), ed è realizzata da Assocamerestero col supporto delle Ccie.

"True italian taste" ha lo scopo di ampliare la diffusione e la conoscenza dei prodotti agroalimentari autenticamente italiani, con l`obiettivo di aiutare il consumatore estero a distinguerli da quelli 'Italian sounding' (letteralmente 'suono italiano'), termine utilizzato per indicare il fenomeno che fa riferimento all'imitazione di un prodotto attraverso un richiamo alla presunta italianità ma, in realtà, non trova fondamento nel prodotto stesso. Il progetto cerca di favorire così un sempre migliore posizionamento delle nostre imprese "food and wine", che oggi sono sempre più colpite dal fenomeno della "agropirateria" internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro.
In testa alla classifica dei prodotti più taroccati (rilevazione Assocamerestero) ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano, ma anche il Provolone, il Gorgonzola, il Pecorino romano, l`Asiago o la Fontina (nella foto d'apertura). Poi ci sono i salumi più prestigiosi dal Prosciutto di Parma al quello San Daniele seguiti da paste, sughi, prodotti da forno, oli, vini e biscotti. Più nel dettaglio la campagna - segnala Assocamereestero - è partita nel 2016 su nove piazze di Stati Uniti, Canada e Messico con le Ccie di Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Montreal, Toronto, Vancouver e Città del Messico, cui dal 2017 si sono aggiunte 12 piazze europee con le Ccie di Barcellona e Madrid (Spagna), Londra (Gran Bretagna), Francoforte e Monaco (Germania), Bruxelles (Belgio), Lussemburgo, Amsterdam (Olanda), Lione, Marsiglia e Nizza (Francia) e Zurigo (Svizzera). I numeri complessivi di questi primi 18 mesi di progetto sono importanti e positivi: sono stati organizzati sul territorio italiano fino ad oggi 1500 incontri b2b con 600 imprese italiane e oltre 65 buyer esteri selezionati dalle Ccie. Sono stati coinvolti nei paesi esteri tremila influencer e oltre 450mila foodies (appassionati ed esperti di cibo) in 90 eventi. Il progetto ha posto inoltre un forte accento sulla formazione degli addetti alle vendite, degli chef e degli operatori agroalimentari esteri con masterclass che hanno raccolto quasi 900 partecipanti. A supporto dell`iniziativa è stata inoltre realizzata una web app dedicata all`Olio Evo, 100% "made in Italy". I destinatari delle azioni sono stati principalmente gli importatori di prodotti agroalimentari italiani, i distributori all`estero, i proprietari di ristoranti italiani all`estero della rete "Ospitalità italiana", i responsabili acquisti di catene alberghiere e negozi specializzati nelle aree di riferimento, i principali chef e food blogger dei diversi paesi, così come i giornalisti di settore, i nutrizionisti e i testimonial del food. Nel 2018 "True italian taste" prevederà su queste piazze ancora 90 eventi e 15 masterclass all`estero, nonché cinque incoming business e due educational per influencer in Italia. Inoltre proprio da quest`anno il progetto si aprirà anche all`Asia con le Ccie di Cina (anche Hong Kong), Corea del Sud, Giappone, Singapore, Thailandia e Vietnam. All`interno del progetto sono valorizzati in particolare i nostri prodotti agroalimentari certificati, sempre più ricercati per l`eccellenza apprezzata in tutto il mondo.

L`Italia può contare su 818 Indicazioni geografiche registrate a livello europeo, quasi 15 miliardi di valore alla produzione, che si traducono in 8,4 miliardi di valore all`export. Questi prodotti valgono adesso l`11% dell`industria alimentare e il 28% dell`export agroalimentare nazionale (nel 2015 era il 21%). A livello nazionale l`export agroalimentare tocca per la prima volta i 41 miliardi di euro nel 2017 con un incremento significativo del 7% rispetto allo scorso anno (elaborazione Coldiretti dalle proiezioni su base annuale dei dati Istat commercio estero a novembre). Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano i paesi dell`Unione europea, dove si cresce del 5%, anche se con diverse tendenze: in Germania le esportazioni alimentari sono rimaste più o meno stabili (+1%), in Francia si è verificato un balzo del 7% mentre in Gran Bretagna si è registrato un +2%. Gli Stati Uniti, con un incremento del 6%, sono di gran lunga il principale mercato del nostro food fuori dai confini dell`Ue e il terzo in termini generali dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna. La crescita dell`export verso il nord America è determinata da comparti specifici quali la "trasformazione degli ortaggi" (+18,1%), il dolciario (+17,3%) e il settore delle "acquaviti e liquori" (+12,8%). La spinta interessante di un mercato maturo come la Francia si deve in gran parte alle performance del "lattiero-caseario" (+15,4%) e del dolciario (+17,3%). Per quanto riguarda invece i mercati asiatici, dove presto il progetto approderà, è la Cina con un incremento del 17% a registrare un vero exploit di opportunità per il "made in Italy" a tavola, insieme al Giappone (+39%).

"'True italian taste' si sta svolgendo oggi su ben 18 principali destinazioni del nostro export agroalimentare, coinvolgendo 21 Ccie" - ha commentato Gaetano Fausto Esposito (nella foto a sinistra), segretario generale di Assocamerestero (il cui presidente è Gian Domenico Auricchio, produttore dell'omonimo formaggio) - Per la nostra rete rappresenta una sfida importante per collegare la 'business community' che già aggreghiamo con il popolo dei foodies che rappresenta ormai il mondo da sensibilizzare affinché il messaggio passi e si traduca in maggiori scelte di consumo del vero food and wine italiano. L`esperienza pluriennale delle Camere all`estero su questo settore strategico del nostro 'made in Italy' e il presidio continuo che abbiamo dei territori esteri sono vantaggi che offriamo alle Pmi e che ci rendono un partner strategico per l`export". 

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