Venezuela, inflazione al 2616%, Pil -15%. Tam-tam per SpecialeTg1 'clandestino'

Altro che "inflazione sopra il 1000%", come ha affermato lo speciale del Tg1 andato in onda domenica notte: il Venezuela ha terminato il 2017 con un'inflazione pari al 2616% e una contrazione del Pil del 15%, secondo i calcoli diffusi dal parlamento di Caracas, controllato dall'opposizione ma esautorato dal presidente chavista Nicolas Maduro per fare posto alla incostituzionale Assemblea costituenteIn assenza dei dati ufficiali della Banca Centrale venezuelana, che non vengono pubblicati da due anni, il Parlamento è l'unico organo a diffondere le cifre relative ai dati economici. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale (Fmi) l'inflazione venezuelana dovrebbe raggiungere il 2350% nel 2018 mentre la contrazione del Pil sarebbe del 12% nel 2017 e del 6% l'anno in corso. Lo Stato, come sempre accade in questi casi di crisi, stampa moneta per pagare stipendi, pensioni e fornitori interni e questo genera inflazione. In Venezuela ufficialmente il dollaro Usa vale sempre 10 bolivar (la moneta nazionale), ma al mercato parallelo - ormai praticamente ufficiale - oggi (domani sarà di più) vale 143274 bolivar e cioè 14mila volte di più. Stipendi e pensioni non valgono praticamente quasi nulla, uno o due dollari al massimo. Una situazione senza precedenti storici: nemmeno nell'Argentina di Carlos Menem o nella Cuba post-sovietica si è arrivati a tanto. Paesi che, oggi, grazie anche (ma non solo) ai generosi aiuti venezuelani voluti dal defunto predecessore di Maduro, Hugo Chavez, si sono risollevati. Ma Cuba ammise l'emergenza umanitaria e apri i canali di aiuto internazionali, oltre a riforme e diversificazioni agricole e aperture turistiche che in Venezuela non ci sono state.   

"Venezuela anno zero" è il titolo della speciale Tg1 di domenica notte, al quale la comunità venezuelana in Italia (e non solo) ha fatto il tam-tam pubblicitario tramite i social network prima e dopo per far sì che i telespettatori non solo sudamericani potessero vedere l'inchiesta girata in clandestinità dall'inviato Rai Giovanni Bocco (nella foto d'apertura mentre intervista un medico infettivo ospedaliero a Caracas). Perché, ha raccontato il cronista, nel Paese sudamericano ai giornalisti stranieri è vietato l'ingresso. "Da crisi economica a catastrofe umanitaria - si legge nella presentazione web - il 2017 è stato l'anno che ha visto esplodere in Venezuela la protesta sociale e politica contro il governo autoritario di Maduro. Il Paese è in ginocchio: la scarsità di alimenti e medicine sfiora l'80%, file ovunque, migliaia di venezuelani che lasciano il Venezuela, la delinquenza alle stelle con 30mila omicidi l'anno, sequestri, furti, rapine. Il sistema sanitario è allo sfascio: la mortalità materna cresciuta del 65% e quella infantile del 25% nell'ultimo anno. E i dati allarmanti della Caritas: per la denutrizione, 80mila bambini rischiano la vita (nella foto a destra, uno di loro ricoverato in un nosocomio pubblicato in condizioni fatiscenti, ndr)". Un reportage "girato in modo non dichiarato viste le difficoltà dei giornalisti a operare in modo ufficiale e documentare la situazione. Le storie di chi lotta per la sopravvivenza quotidiana - difficoltà condivise della comunità italiana in Venezuela - e quelle di chi si batte per i diritti e per la democrazia in un Paese che ha visto, dallascesa al potere di Maduro nel 2013, oltre 11mila detenuti per reati politici, il ricorso alla tortura, 187 manifestanti uccisi nelle proteste di piazza da aprile a luglio. Un movimento di opposizione che ha avuto il riconoscimento del Parlamento Europeo con il premio Sakharov 2017.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=