Venezuela, Maduro: 'Non dichiareremo mai il default' che pare già realtà

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha affermato che il suo Paese non dichiarerà "mai" il default. La sua dichiarazione viene prima di appuntamenti cruciali con i creditori internazionali che detengono quote del debito pubblico del Paese sudamericano in preda da anni a una crisi senza precedenti"S'è speculato sul fatto che il Venezuela possa dichiararsi in default. Mai! Il default non si produrrà mai per il Venezuela - ha detto il leader del chavismo (nella fotoparlando in televisione - Il Venezuela avrà sempre una strategia chiara e, ora, la nostra strategia è quella di rinegoziare e rifinanziare il debito".

WallstreetItalia.it ha invece affermato venerdì scorso che il default è già nei fatti.

A Caracas i creditori internazionali sono stati convocati per oggi, per rinegoziare i loro crediti verso il Paese afflitto da un'inflazione galoppante con la moneta bolivar ridotta a cartastraccia con beni di prima necessità e medicine che scarseggiano sugli scaffali.

Intanto, come già anticipatoI ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno adottato oggi a Bruxelles delle sanzioni contro il Venezuela, tra cui un embargo sulle armi, con l'obiettivo di spingere Maduro ad avviare un dialogo con l'opposizione politica. Il Venezuela diventa il così primo Paese dell'America latina oggetto di tali misure comunitarie, che riflettono "la preoccupazione che ispira la situazione nel Paese", secondo il testo delle conclusioni adottate stamane dai capi della diplomazia Ue.
"Si tratta di un embargo sulle armi e su materiali correlati che possono essere utilizzati per la repressione interna, nonché di un quadro giuridico relativo al divieto di entrare nell'Ue e al congelamento di beni", si legge nel testo europeo.
Nessuna personalità o entità (imprese, istituzioni, partiti, associazioni) è attualmente inscritta nella "lista nera" dell'Ue (congelamento delle attività e divieto di visti), secondo una fonte diplomatica. "Queste misure saranno applicate in modo progressivo e flessibile e sono suscettibili di essere estese a coloro che sono coinvolti nella violazione dei principi democratici o dello stato di diritto e delle violazioni dei diritti umani" in Venezuela, avvertono i 28 Stati membri dell'Ue nelle loro conclusioni. Ma le stesse misure "possono essere annullate alla luce degli sviluppi nel paese, in particolare la conduzione di negoziati credibili e costruttivi, il rispetto per le istituzioni democratiche, l'adozione di un calendario elettorale completo e la liberazione di tutti i prigionieri politici".

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