A Teramo Giornata della memoria dei caduti nei campi

È un modo per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita in incidenti sul lavoro nei campi agricoli. S'è tenuta ieri a Teramo, nell'aula tesi della Facoltà di Giurisprudenza la "Giornata della memoria dei caduti nei campi". All'incontro sono intervenuti il preside vicario della Facoltà di Agraria, Dino Mastrocola, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l'Assessore regionale all'Agricoltura, Dino Pepe, l'onorevole Paolo Tancredi e il sottosegretario di Stato per le Politiche agricole alimentari e forestali, Giuseppe Castiglione.
Tra gli interventi sul tema della prevenzione in agricoltura: Nicola Negri, direttore Inail Abruzzo, e Marisa D'Amario, direttrice Inail Teramo. Ha moderare l'incontro il consigliere regionale Giorgio D'Ignazio. Di Pangrazio nel portare il saluto ha ricordato che: "Con l'istituzione della legge regionale 30 del 2013 la Regione riconosce alla società agricola e rurale grande valenza in termini socio-economici e culturali, per questo rende omaggio a quanti, per fare grande la nostra regione, hanno trovato la morte nei campi. Il significato autentico dell'iniziativa punta a ricordare i sacrifici del passato, guardando però alle sfide future del settore agricolo. A partire dalla sicurezza sul lavoro, alla luce delle cifre che la nostra regione ha in Italia per quanto riguarda gli infortuni e le 'morti bianche', anche se nel 2016 gli infortuni sul lavoro in agricoltura sono scesi del 3% pari a 1306 come informa l'Anmil".
Per Di Pangrazio occorre porre inoltre maggiore attenzione "ai controlli sull'illegalità nel Paese, specie per il lavoro nero e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, dove la stragrande maggioranza di aziende che lavorano onestamente vanno tutelate, ma dove è necessario responsabilizzare l'intera filiera anche grazie alla recente legge 199 del 2016 (di contrasto al "caporalato", ndr). In questo senso non bisogna inoltre dimenticare il percorso di qualità del prodotto agricolo dal campo alla tavola che riguarda: l'ambiente, la salute e il lavoro, con un'equa distribuzione del valore del bene alimentare che non penalizzi né l'impresa che lavora onestamente né il lavoratore".

Soprattutto al Sud i raccolti agricoli sono garantiti dal lavoro prevalentemente in nero degli immigrati. Quando uno di loro muore non se ne accorge nessuno. Ma quando a morire, sempre lavorando in nero, è un'italiana - come nel caso della donna pugliese Paola Clemente (nella foto d'apertura), morta d'infarto l'anno scorso a 49 anni mentre stava raccogliendo l'uva - la notizia fa il giro del Paese e i responsabili arrestati.

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