Ryanair, via non solo per aumento tasse ma anche fine contributi passeggeri

La Saga, società di gestione dell'aeroporto di Pescara, ha confermato la chiusura della base di Ryanair per via di nuove e "misteriose" addizionali e la riduzione del programma voli da sette a due destinazioni a partire dal 27 ottobre 2016. La società irlandese ha comunque "indicato una disponibilità a rivalutare le decisioni assunte in caso della prospettazione di forme compensative a tali incrementi resi disponibili entro le prossime settimane". In sostanza per rimanere a Pescara (e anche altrove) vuole continuare ad avere i contributi regionali per ogni passeggero (da cinque a otto euro a cranio) che fa sbarcare in terra d'Abruzzo. Ma il presidente della Saga Nicola Mattoscio è stato chiaro: non è più possibile perché si viola la norma europea degli aiuti di Stato. "Le regole del gioco sono cambiate", ha spiegato Mattoscio (nella foto a destra con l'ad Ryanair Michael O'Leary e il consigliere regionale Camillo D'Alessandro), "e i giocatori adesso devono adeguarsi alle nuove regole: esiste ora la 'par condicio? anche nei cieli. Noi auspichiamo che Ryanair resti nostro partner, per far sì che questo avvenga ci sono otto mesi di tempo. E’ probabile che i voli che resteranno siano quelli più gettonati per Bergamo e Londra (o Bruxelles-Charleroi)".

Ryanair è su tutte le furie perché stretta dall'aumento delle tasse aeroportuali, decisione presa dal Governo nazionale, e dall'impossibiità di poter continuare a prendere i generosi contributi che ogni ente regionale erogava per garantirsi voli e turisti sui propri territori. In sostanza, d'ora in poi Ryanair vorrà rimanere operativa solo laddove i voli sono in utile al netto di tasse in uscita e contributi in entrata. Ecco perché a Pescara come altrove rimarranno solo i voli che vanno forte e senza "spinte". E sicuramente novità in questa direzione ci saranno anche negli altri paesi Ue perché le regole valgono per tutti. La compagnia guidata da David O'Brian ieri a Roma ha pure annunciato quattro nuove rotte da Roma, per Lanzarote, Praga, Norimberga e Sofia e nuovi collegamenti invernali per Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani e più voli per Atene, Bari, Berlino, Bruxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester, che, spiega la compagnia aerea low cost "permetteranno di trasportare oltre nove milioni di clienti all'anno e sosterranno oltre 6900 posti di lavoro negli aeroporti di Roma Ciampino e Fiumicino". Quindi, concentrazione sugli scali principali e in periferia si rimane solo con voli gettonati.

Saga e Regione Abruzzo stanno cercando anche altre compagnie low-cost (c'è un bando aperto) disposte ad attivare voli da e per Pescara. Ryanair non è l'unica in Europa anche se è la più importante. Se gli irlandesi dovessero veramente andare via da Pescara il traffico passeggeri potrebbe scendere sotto le 500mila unità che è il minimo per rimanere scalo d'interesse nazionale. La Saga e soprattutto la Regione che ne è proprietaria devono valorizzare lo scalo a prescindere da Ryanair e tenendo ben presente che molto del traffico, soprattutto in inverno, è "business". I "ponti" di cui tanto si parla si creano anche con gli aerei e la promozione turistica è strettamente legata al successo dei collegamenti aerei. Bene il collegamento Alitalia Pescara-Roma che collega l'Abruzzo con quasi 100 voli intercontinentali e check-in unico ma bisogna valorizzazione l'aeroporto a prescindere dai vettori. Gli strumenti per tutto ciò alla Saga glieli deve dare la Regione, opere di ammodernamento e strategia di promozione turistica fuori regione. Importante è anche stimolare l'attivazione o il ripristino di voli charter come quello dismesso di Toronto (Canada). Gli emigrati e soprattutto i discendenti extra-europei hanno bisogno di questi ponti per venire in Abruzzo e la Ryanair non li vuol garantire.

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