Di Pietrantonio al Premio Dante annuncia: 'Film L'Arminuta si girerà in Abruzzo'

"Do qui stasera per la prima volta la notizia che il film sul libro si girerà in Abruzzo". Lo ha rivelato ieri sera al Conservatorio musicale di Pescara la scrittrice Donatella Di Pietrantonio -Premio Campiello 2017 col suo libro "L'Arminuta" - in occasione del ritiro del Premio Dante Alighieri conferitole dalla sede di Pescara dell'omonima organizzazione internazionale che diffonde e tutela la lingua e cultura italiane nel mondo. "Non era affatto scontato - ha proseguito la scrittrice visto che, come lei stessa ha ricordato, "al Tg Rai regionale avevo dichiarato con molta amarezza e rabbia che il film si sarebbe girato altrove perché la prima cosa che produttore mi disse è che l'Abruzzo è l'unica Regione italiana a non avere una Film Commissione. Fortunatamente s'è rimesso in moto il dibattito e finalmente anche noi in notevole ritardo ci doteremo di questo strumento importante. L'ho fatto subito presente alla produzione e sono venuti a Penne (nel Pescarese città della scrittrice, dove vive e lavora come odontoiatra, ndr) il produttore, il regista e la sceneggiatrice a fare un sopralluogo nei luoghi in cui ho immaginato che vivessero i personaggi, come le case popolari dell'Acquaventina", La troupe cinematografica "è stata contagiata dall'entusiasmo e concluso che effettivamente il film si può girare solo in Abruzzo... Pescara? Sì dovrebbe esserci anche Pescara, immagino di sì". La Di Pietrantonio ha poi aggiunto che "certi ritardi si pagano" ma di essere "contenta anche per l'Abruzzo perché non posso essere io con i miei pochi mezzi a essere un volano per la regione ma una 'film commissioni' che attiri investimenti, questo sì è un volano formidabile per l'economia abruzzes. Perché chi ha detto che con la cultura non si mangia è un'analfabeta sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello politico". L'autrice del best-seller pubblicato da Einaudi ha fatto l'esempio della Sicilia e della Puglia (ma ci sono esempi altrettanto fortunati dell'Umbria ("Don Matteo") e persino l'Emilia Romagna "L'ispettore Coliandro"): "Mi sono trovata casualmente all'interno di questo girone infernale dei tour turistici in Sicilia organizzati per il 'Commissario Montalbano'" ma anche "la Puglia ha fatto conoscere il Salento in tutto il mondo grazie alle pellicole" sostenute dalla Film Commission.

Sul palco a intervistarla e complimentarla, oltre che la presentatrice Cristiana Marinucci (nella foto d'apertura con la scrittrice dopo il premio), sono saliti i dirigenti locali della Dante Biagio Giancola (figlio del presidente Cesare Giancola) e il vicepresidente Gianni Giammarco, insieme alla consigliera comunale di Pescara Maria Ida D'Antonio (tutti nella foto a destra), in rappresentanza del sindaco Marco Alessandrini. Riguardo al successo del libro "importante perché i premi fanno conoscere di più i libri" grazie al Premio Campiello, la Di Pietrantonio si è detta "felice" anche per l'Abruzzo per il "dono di una sua figlia alla terra madre" affinché "i lettori possano avere qualche curiosità in più verso l'Abruzzo che mi auguro sia più conosciuto" così come il suo dialetto. Quello usato dalla scrittrice nel libro è stato "definito dall'Università dell'Aquila, in un articolo sul 'Sole 24 ore', un 'dialetto abruzzese non esistente in natura'" che l'autrice ha detto di non leggere "come una critica ma un complimento per il mio lavoro fatto sul testo perché ho cercato di usare un dialetto molto funzionale. All'inizio volevo usare l'italiano ma appena ho cominciato ad affrontare i personaggi mi sono resa conto che qualsiasi italiano avessi potuto mettere nelle loro bocche sarebbe stata comunque una lingua artefatta, imposta dall'autore a personaggi che non potevano sostenerla. La cosa che mi ha resa più felice è che nessuno nelle varie presentazioni del libro, da Aosta a Potenza, mi abbia chiesto: 'Che cosa significa questo?'" perché questo vuol dire che "il contesto narrativo rende comprensibili anche parola sconosciute a un torinese".

Le è stato chiesto perché, nonostante il successo, sia rimasta modesta: "Perché diffido sempre del successo - ha risposto - che non è mai la misura della qualità. Il Premio che ricevo questa sera ha un valore simbolico e affettivo molto forte perché conferitomi nella mia terra".

Con la Di Pietrantonio è stata premiata anche l'attrice e regista Franca Minnucci (nella foto a sinistra) che ha decantato il nutrito carteggio epistolare di una delle più grandi storie d'amore a cavallo degli ultimi due secoli, quella fra l'attrice Eleonora Duse ("nata in una locanda e morta in un hotel, dove ha passato quasi tutta la sua vita", ha rivelato la Minnucci) e i poeta pescarese Gabriele D'Annunzio, di cui è nota cultrice. Il fotoreporter Luca Kleve-Ruud, terzo da premiare, era assente giustificato e sarà riproposto in una prossima edizione dei "Dante Alighieri".

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