Montesilvano, studenti Delfico in progetto per abbattere barriere disabili

"Per abbattere le barriere che ostacolano la disabilità bisogna cominciare dalla cultura, e farlo iniziando dai più giovani. Con questa convinzione e questo spirito, in occasione della 'Giornata internazionale delle persone con disabilità' che dal 1992 viene celebrata il 3 dicembre, abbiamo organizzato un percorso di sensibilizzazione attraverso un progetto che coinvolgerà gli studenti delle terze medie dell’Istituto comprensivo 'Troiano Delfico'". Lo ha annunciato Ottavio De Martinis, assessore alle Politiche per la disabilità e vicesindaco del Comune di Montesilvano (Pescara), che ha aggiunto: "Il nostro Comune è da sempre impegnato, grazie alla presenza dell’ufficio Disabili, in attività dedicate a questo importante tema. Abbiamo colto l’occasione che ci viene fornita dalla Giornata, quest’anno incentrata sulla società sostenibile e resiliente, per iniziare un lavoro insieme ai ragazzi montesilvanesi. Questo progetto va ad arricchire ulteriormente l’importante lavoro fatto negli anni dal Comune di Montesilvano, che dal 2011 ha aderito alla Convenzione Onu sui diritti universali dell'uomo. Tante le iniziative divenute modello di riferimento, come le spiagge accessibili, o 'Segnalaci l’abuso', il progetto volto alla segnalazione dell’occupazione del parcheggio riservato alle persone con disabilità da chi non ne ha diritto, attraverso l’attivazione di un numero verde, che ha suscitato l’attenzione anche di altre Regioni. L’Emilia Romagna, infatti, ci ha contattato per chiedere informazioni dettagliate ed esportare nei comuni emiliani e romagnoli così il nostro progetto". 

Il progetto, che coinvolgerà 150 studenti, si articolerà in due fasi: quella teorica vedrà lo svolgimento di tre incontri organizzati nella sala Di Giacomo di Palazzo Baldoni, che si terranno lunedì 4, mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre dalle 9 alle 13. Nel corso degli incontri verranno affrontati i punti principali inerenti la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la convenzione Onu, oltre alle definizioni di disabilità, discriminazione, barriere culturali e architettoniche. Mercoledì 13 dicembre i ragazzi verranno coinvolti, dalle 8,30 alle 12, in una passeggiata empatica, grazie alla ditta Orthosan che, gratuitamente, ha messo a disposizione 10 carrozzine. Gli alunni potranno sperimentare le difficoltà che le persone con disabilità incontrano quotidianamente anche in un breve percorso.

"Questo progetto -  dichiara Claudio Ferrante (nella foto a destra è il secondo da destra in carrozzina la scorsa estate in spiaggia con alcuni disabili, insieme a De Martiniis, primo da sinistra in piedi) dell’Ufficio Disabili ma anche presidente dell'Associazione Carrozzine determinate - ha già interessato e coinvolto molte scuole della regione, da quelle di Montesilvano a quelle di Pescara, fino all’Università dell’Aquila. E’ un modo per combattere stereotipi e pregiudizi e comprendere che la diversità  è una ricchezza culturale immensa. In altre esperienze i ragazzi hanno dimostrato di apprezzare sia l’incontro motivazionale che fa capire come dalle avversità si possano ricavare potenzialità immense che aiutano nelle difficoltà quotidiane".

Vincenza Medina, dirigente scolastica della Troiano Delfico (nella foto a sinistra), ha aggiunto che la sua scuola "aderito a questo progetto con l’idea di base di determinare percorsi di conoscenza sui concetti della disabilità e della diversità, al fine di sensibilizzare sui bisogni specifici dei compagni diversamente abili e sull’attenzione che ognuno di noi può destinare a questi argomenti. L’obiettivo è dunque quello di una scuola intesa come  comunità integrante e integratrice delle differenze, in grado di rispondere ai bisogni, alle aspettative, agli interessi di tutti gli alunni. I bambini e i ragazzi di oggi sono i cittadini di domani e riuscendo a far leva sulle loro capacità, preparandoli e coinvolgendoli, si dimostreranno cittadini sensibili, attenti e partecipi alla buona riuscita del processo di inclusione. La prospettiva è quella di considerare la diversità come parte della normalità dunque come valore, non solo nella scuola ma anche nella vita sociale, culturale e professionale".

 

 

 

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