'Passato Presente, Mieli ricorda quando Panatta sfidò Pinochet in Davis

Dicembre 1976. L'Italia del tennis, trascinata dal suo giocatore più rappresentativo, Adriano Panatta (quarto nella classifica mondiale Atp di allora), giunge in finale del più prestigioso torneo di tennis per nazioni: la Coppa Davis. L'altra finalista è il Cile, e gli incontri (quattro singolari e un doppio in mezzo) di disputano nella capitale Santiago, dove tre anni prima il generale Augusto Pinochet ha rovesciato, con un colpo di stato, il legittimo governo del presidente socialista Salvador Allende (i due insieme nella foto a destra 20 giorni prima del golpe). In Italia prende il via un serrato dibattito circa l'opportunità della partecipazione dell'Italia alla finale, con molteplici interventi di politici, intellettuali, artisti e persino diplomatici. “Non si giocano volée con il boia Pinochet”, è uno degli slogan delle manifestazioni contro. Il Cile è giunto in finale grazie al ritiro in semifinale dell'Unione Sovietica, che si rifiuta di giocare con i sudamericani.
Di questa bella e importante pagina di storia ne parlano Paolo Mieli e il professor Ermanno Taviani nel nuovo appuntamento con "Passato e presente", il programma di Rai Cultura in onda domani, venerdì 20 ottobre, alle 13,15 su Rai3 e alle 20,30 su Rai Storia.

La squadra azzurra capitanata da Nicola Pietrangeli partirà per il Cile (contrò la volontà anche del premier Giulio Andreotti), e vincerà la Coppa Davis (prima e univa volta nella storia del tennis italiano), ma la partita decisiva, il doppio, riserverà un colpo di scena: il 18 dicembre Panatta e il suo compagno Paolo Bertolucci (nella foto d'apertura è a sinistra, seguito da Pietrangeli e Panatta) scenderanno in campo con due magliette rosse, il colore dell'opposizione politica alla dittatura fascista.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=