Casoli commemora con Giornata Memoria sue vittime Shoah. Tappa bici-tour di Bloisi

 

"Non sono cittadina di Casoli, ma lo sono diventata nel momento in cui ho deciso di acquistare Palazzo Tilli e la sua dependance, che hanno un valore storico di grande importanza. Sapere che la cantina di Palazzo Tilli e la Palazzina in via Del Fiore sono state i campi di internamento numero 2 e 3 di Casoli, è motivo di grande commozione così come lo è stare insieme in questa Giornata del ricordo. Se rafforziamo i valori che promuoviamo in occasioni come questa, riusciremo a essere cittadini migliori e a creare un mondo migliore. Per questo motivo, ho deciso d'intitolare la dependance 'Palazzina della Memoria'". E' la dichiarazione dell'imprenditrice Antonella Allegrino, proprietaria della dimora storica dove, insieme al sindaco Massimo Tiberini (nel video a destra), è stata scoperta la targa ricordo in memoria degli internati (alcuni nella foto sotto, seduti su una scalinata a fianco a Palazzo Tilli) che fra il 1940 e il 1944 sono stati costretti nella cittadina in provincia di Chieti prima di essere uccisi dai nazisti nei campi di sterminio. "Questa giornata – ha proseguito l'imprenditrice, che ha acquistato quattro anni fa Palazzo Tilli (aperto eccezionalmente pochi giorni fa in occasione della Giornata Faie la relativa dependance per fare un restauro conservativo dell'immobile storico che sarà riaperto a giugno prossimo - ci ha dato la possibilità di trasmettere valori importanti ai tanti studenti presenti oggi a Casoli e ai giovani in generale".

La giornata della memoria a Casoli per le vittime della Shoah s'è tenuta in occasione della seconda tappa abruzzese, dopo Tossicia (Teramo) del "cislista della memoria" Giovanni Bloisi (nella foto sotto è con la Allegrino e sotto abbracciato dal sindaco al suo arrivo), giunto stamane a Casoli accolto con tutti gli onori anche da altri sindaci del circondario oltre che da studenti e tanti cittadini. Bloisi è partito da Varese in bicicletta per toccare tutte le città italiane che sono luoghi della memoria, (non solo campi di concentramento ma anche luoghi di battaglie etc.). seconda tappa Magenta (Milano), da dove è giunta anche la dirigente Anpi Elisabetta Bozzi, che nel suo discorso (foto sotto col sindaco in occasione della scoperta della prima targa) ha ricordato che il fascismo classificava gli internati "pericolosi nemici" per giustificare il razzismo. Gli internati totali a Casoli sono stati 216 di cui la metà ebrei. 

Fra le altre tappe di Bloisi, Milano, Cremona, Modena, Ferrara, Colfiorito (Umbria) e quindi l'Abruzzo con Tossicia e Casoli. Il viaggio in bici proseguirà per Lanciano e Vasto in Abruzzo, quindi la Puglia fino a Brindisi per poi immbarcarsi per la Grecia e, infine, Israele.

Oltre ai due di Palazzo Tilli a Casoli il primo campo era quello degli ex edifici comunali è che le vittime ospitate a Casoli, ricordate nelle due targhe scoperte, sono state 10, a seguito delle vergognose leggi razziali che il regime fascista promulgò il 7 settembre 1938 e dei successivi provvedimenti del 1940.

Le celebrazioni sono state partecipate dagli studenti della 3A del locale Istituto "Marino Algeri", che nei mesi passati hanno frequentato il progetto di alternanza scuola lavoro sui temi relativi alla riqualificazione del patrimonio storico – memorialistico del campo di concentramento di Casoli e dei campi di battaglia lungo la linea Gustav. Ad attendere Bloisi, con i sindaci (nella foto d'apertura) la Allegrino e la Bozzi, anche il professor Marco Cavallarin del Comitato promotore per la Salvaguardia della Memoria di Sciesopoli Ebraica di Selvino, l'assessore di Casoli Dina Colanzi, la preside della scuola Costanza Cavaliere (nella foto a destra a centro fra la Allegrino e la Colanzi) e Piera Della Morgia, della sezione Anpi di Casoli. Presente anche Giacinto Scioli, dirigente Anpi di Casoli, figlio di Gaetano, partigiano morto in guerra.

L’evento è stato possibile grazie alla realizzazione, ad opera diGiuseppe Lorentini, del sito “Campocasoli.org” che consente l’accesso e la consultazione ai fini della ricerca storica, della conservazione e della trasmissione della memoria, delle fonti archivistiche, ritenute di primaria importanza, sull'ex Campo di concentramento di Casoli. Dal 27 gennaio 2017, data della sua pubblicazione online, il sito di Lorentini è riuscito a catalizzare su Casoli, non solo l’attenzione della comunità storico–scientifica, ma anche quella di un sempre più crescente numero di persone, particolarmente sensibili al tema della memoria e del ricordo della Shoah. L’evento che si sviluppa, da una collaborazione col Comitato Promotore per la Salvaguardia della Memoria di Sciesopoli ebraica di Selvino (Bergamo), ha visto la presenza anche delle autorità della comunità del Sangro Aventino. Una cerimonia che ha dato alla sconosciuta Casoli un riconosciuto segmento internazionale: grazie al "Ciclista di Memoria", avrà la possibilità di comunicarne la propria storia per tutta l’Italia, sino allo Yad Vashem, la massima espressione internazionale della salvaguardia della Memoria della Shoah. Infatti, in Israele Bloisi sarà accolto nel kibbutz di Tze'elim, costruito per e dai Bambini di Selvino.

L’Amministrazione Comunale e l’Anpi di Casoli, che da tempo promuovono iniziative congiunte a sostegno della memoria antifascista, in occasione della tappa casolana del "tour bici-memoria", hanno commemorato per la prima volta e dopo più di 70 anni, il ricordo delle persone internate e passate tra il 1940 e il 1942 nel Campo di concentramento, dieci dei quali trovarono la morte nei campi di sterminio. A queste persone è restituita l’identità civile e storica, che lo stesso sindaco Tiberini ha sempre cercato in prima persona di voler salvaguardare.

“Non ci saremmo mai aspettati che la messa a punto di un sito di ricerca storica, come Campocasoli.org, potesse attirare l’interesse su Casoli e la sua storia durante il periodo bellico - ha detto Tiberini - Ciò ha permesso di fatto, al nostro paese, di essere riconosciuto come un vero e proprio 'luogo della memoria' al punto da spingere il ciclista Bloisi a fare tappa proprio qui da noi. Abbiamo così conosciuto una delle tante 'storie' dimenticate come quella dei bambini orfani profughi ebrei sopravvissuti alla tragedia dell’Olocausto, salvati dalla comunità di Selvino, sede dell’ex Colonia fascista Sciesopoli.

Immaginare questi bambini martoriati, denutriti, spaesati, traumatizzati nel corpo e nell’anima, oggi adulti, che stanno aspettando l’arrivo di Bloisi a Gerusalemme per il 24 aprile, mi fa capire quanto sia importante mantenere viva la Memoria per restituire a tutte le persone vittime delle tragedie della Guerra, identità, dignità e Storia".

 

 

 

 

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