Venezuela, si dimette ambasciatore a Roma: 'Sono senza soldi causa sanzioni Usa'

L'ambasciatore venezuelano in Italia, Isaias Rodriguez, ha annunciato la decisione di abbandonare il suo incarico in una lettera indirizzata al presidente Nicolas Maduro. Giorni fa Rodriguez (nella foto d'apertura, davanti al ritratto di Simon Bolivar, il "libertador venezuelano"), che nella missiva esprime "immenso rispetto per la battaglia valorosa combattuta" da Maduro "contro l'impero declinante" - aveva annunciato in conferenza stampa che la sede diplomatica - in virtù delle misure adottate a livello internazionale contro il regime di Caracas - non aveva più il denaro per pagare i salari e l'affitto.
"La sua causa, che è la mia, mi ha trattenuto come un campo di forza, come una calamita", scrive il diplomatico chavista nella lettera di rinuncia, pochi giorni dopo il faccia a faccia in tv (nella foto sotto a destra) col sottosegretario agli Esteri italiano Ricardo Merlo - Con fede assoluta mi sono aggrappato al chavismo, ma sono arrivato a capire che non posso trasformare l'acqua in vino, o resuscitare i morti. Ho visto molto marketing accanto a lei e anche accanto a Chavez - scrive ancora l'ambasciatore - La gente si battezza sempre, ma non si libera mai dei suoi peccati. Voglio che sappia, presidente, che sono e sarò al suo fianco. Ma spiritualmente.

"E' il mio turno di essere nonno - prosegue il diplomatico 77enne in Italia dal 2011 - e non voglio morire senza svolgere questo compito che è stato ritardato dalla politica. Mi iscrivo alla 'Forza spirituale delle operazioni speciali per i nipoti", prosegue annunciando di voler "raccontare e scrivere le storie di questo periodo, vissuto dal 1998 alla data in cui sottoscrivo questa lettera. La fede, presidente, è una lezione, ma anche una scelta. Non ho nulla da rimpiangere: sono stato felice di regalarmi una delle più belle cause della vita: la libertà del mio Paese. Volevo essere un compagno fedele e non un adulatore dilettante e timoroso". Giorni fa Rodriguez aveva spiegato di non poter più pagare gli stipendi al personale in Ambasciata e Consolato, né l’affitto, a causa dell’embargo promosso dagli Stati Uniti, con un debito nei confronti delle autorità italiane di "quasi nove milioni di euro". Rodriguez ha pure confessato che sua moglie "ha appena venduto i vestiti che gli aveva regalato il suo precedente marito per poter sopravvivere di fronte all’embargo Usa e sto cercando di vendere l’auto che ho comprato quando sono arrivato in ambasciata e come lei sa (a Maduro, ndr) non ho un conto bancario perché i `gringos´ mi hanno sanzionato e la banca italiana mi ha chiuso le porte".

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