Venezuela, tornata l'elettricità. Colombiano Duque contro intervento militare

"Non credo che la soluzione sia un intervento militare, credo che l`alleanza diplomatica abbia già sortito risultati significativi, come il riconoscimento dell`Assemblea nazionale del presidente Juan Guaidò. La comunità internazionale dovrà essere ancora più attiva nel persuadere e motivare alcuni membri dell`Esercito del Venezuela". Lo afferma il presidente colombiano Ivan Duque (nella foto d'apertura, è a sinistra con Guaidò) in un'intervista al quotidiano economico italiano "Il Sole 24 ore", a conferma della posizione del suo Paese e dell'intero "Gruppo di Lima" di cui fa parte. Per Duque sarebbe invece necessario "un intervento su due livelli: dobbiamo prevedere un Piano multilaterale e al tempo stesso, a livello regionale, un piano con i paesi più interessati al commercio regionale per cercare di venire incontro alle necessità dei venezuelani". Sarebbe "necessario" una sorta di Piano Marshall: "Ne abbiamo parlato nell`ultima riunione del Gruppo di Lima. L`idea potrebbe essere di riattivare i settori che sono stati duramente colpiti dalla dittatura e dal deterioramento in atto, sociale ed economico. Anche l`Italia (che non riconosce Guaidò come presidente ad hinterim del Venezuela, pur se non riconosce le ultime elezioni di Nicolas Maduro, ndr) può partecipare a ridisegnare la ricostruzione. La ricostruzione dovrà passare attraverso un aiuto concordato e condiviso".

Intanto è stata quasi del tutto ripristinata la rete elettrica del Venezuela dopo il lungo black-out, durato giorni, che ha messo in ginocchio il Paese sudamericano colpito da una crisi senza precedenti nella storia. Lo ha dichiarato il ministro venezuelano delle Comunicazioni Jorge Rodriguez che ha precisato: "Il presidente Maduro ha deciso che riprenderanno tutte le attività lavorative". Scuole chiuse, invece altre 24 ore. Anche l'emergenza legata alla carenza di acqua potabile è stata risolta nell'80% del Paese e nel 70% della capitale Caracas, ha detto Rodriguez. La corrente è tornata ma in molte città lo scenario è di devastazione. A Maracaibo, per esempio, negozi vuoti, vandalizzati e presi d'assalto.

"Passeggi per la città e sembra ci sia stata una guerra - racconta un uomo - la gente va in giro qua e là cercando di capire dove può trovare qualcosa da mangiare". Una donna invece rivela che "da quando è accaduto tutto una settimana fa ad oggi non è cambiato molto è ancora tutto chiuso, la gente ha fame ma non bisogna distruggere tutto altrimenti dove andremo a finire?". 

Sul black-out restano comunque due posizioni contrapposte: Maduro ha accusato gli Stati Uniti di averlo provocato con un cyber attacco all'azienda elettrica nazionale. Guaidò - pure indagato per "sabotaggio" dal regime invece, ha accusato il governo, parlando di insufficienti investimenti per la manutenzione degli impianti - per la maggior parte idroelettici - e della rete.

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