Domande di asilo di venezuelani a quota 400mila. Bachelet apre primo centro in Colombia

La crisi in Venezuela sta causando un aumento esponenziale del numero di domande di asilo presentate dai suoi cittadini in tutto il mondo. Dal 2014, sono state presentate oltre 414mila richieste di asilo, quasi il 60% delle quali (248mila) solo nel 2018. Due terzi delle domande di asilo presentate dai venezuelani sono state registrate in America latina e il resto in Nord America e in alcuni paesi europei. Queste cifre sono fornite dalle autorità nazionali, che sono responsabili della valutazione delle domande di asilo in tutti i paesi della regione e di tutte le questioni relative alla protezione e all'integrazione locale dei rifugiati. 

L'Unhcr (l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, nella figura dell'italiano Filippo Grandi, nella foto a destra, visita un campo profughi venezuelani in Colombialavora a stretto contatto con le istituzioni nazionali per migliorare i sistemi di asilo, la registrazione e la documentazione, nonché con le organizzazioni della società civile per fornire assistenza umanitaria e promuovere l'inclusione sociale, culturale ed economica dei rifugiati. Nell'attuale contesto di aumento delle domande di asilo da parte dei cittadini venezuelani nei paesi limitrofi, incluse le domande di ex membri del personale delle forze di sicurezza, l'Unhcr ribadisce la necessità di mantenere il carattere civile e umanitario dell'asilo. Il numero di richiedenti asilo rappresenta solo una parte dell`ingente flusso di venezuelani in fuga, che è stimato in oltre 3,4 milioni di persone. Oltre ai richiedenti asilo, i paesi dell'America latina hanno concesso circa 1,3 milioni di permessi di soggiorno e altre forme di status regolare ai venezuelani, che consentono loro l'accesso ai servizi di base tra cui sanità e istruzione e, nella maggior parte dei paesi, il diritto al lavoro. Oltre 3,4 milioni di venezuelani vivono all`estero; di questi, 2,7 milioni hanno lasciato il Paese a partire dal 2015. La Colombia è la nazione più colpita dall`esodo, con oltre 1,1 milioni di rifugiati e migranti venezuelani. Il governo ha compiuto sforzi lodevoli per far fronte a questi arrivi attuando una generosa politica di frontiere aperte e una serie di misure di regolarizzazione dello status di rifugiato, facilitando l`accesso ai servizi di base. Tuttavia, i bisogni umanitari hanno sopraffatto la capacità di accoglienza del Paese e molti venezuelani sono esposti a numerosi rischi legati alla loro protezione a causa della mancanza di documenti e dell`impossibilità di accedere all`assistenza sanitaria, al cibo, all`acqua e all`istruzione, con il risultato che molti individui vulnerabili sono costretti a vivere per le strade e corrono il rischio di subire abusi e sfruttamenti.

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite ai Diritti umani (Unhchr, nella persona dell'ex presidente cilena Michelle Bachelet, nella foto d'archivio a fianco, incontra il ministro degli Esteri di Caracas Jorge Arreaza) ha invece annunciato l'invio dall'11 al 22 marzo prossimi di una squadra di cinque persone in Venezuela, per incontrare in particolare "vittime di violazioni dei diritti umani". Questa "missione tecnica preliminare", che si svolgerà dall'11 al 22 marzo, è destinata a preparare un'eventuale visita dell'Alto commissario, la Bachelet, che è stata ufficialmente invitata dal governo chavista di Caracas a novembre. La visita deve permettere di assicurarsi che l'Alto commissario possa accedere senza ostacoli alle persone e ai luoghi che dovrebbe visitare, per farsi "un'idea chiara della situazione dei diritti umani nel Paese". Durante la visita, la squadra avrà colloqui con i responsabili governativi, i rappresentanti dell'Assemblea nazionale, le organizzazioni della società civile e le vittime di violazioni dei diritti umani, ha indicato il comunicato. 

Nel frattempo l`Unhchr, in collaborazione con le autorità colombiane, ha fatto sapere di aver aperto un centro di accoglienza per offrire sostegno ai rifugiati e ai migranti vulnerabili provenienti dal Venezuela. Si tratta di un Centro di assistenza integrata a Maicao, una città di confine nella regione colombiana di La Guajira. Istituito su richiesta delle autorità nazionali e locali, dispone di una capacità iniziale di 350 posti, ma prevede la possibilità di ospitare più persone in futuro. Grazie al centro, i gruppi vulnerabili provenienti dal Venezuela potranno temporaneamente avere un riparo, cibo, acqua, cure mediche di base e altri servizi. Il centro di accoglienza, il primo del suo genere in Colombia, è una misura provvisoria volta a rispondere agli urgenti bisogni umanitari e di protezione delle persone più vulnerabili in fuga dal Venezuela, e a sostenere la risposta delle autorità locali. Maicao è una delle città nella regione di La Guajira con la più alta concentrazione pro capite di rifugiati e migranti venezuelani. Centinaia di persone, tra cui bambini, anziani, persone con disabilità e in gravi condizioni di salute, sono costrette a vivere per strada in quanto mancano soluzioni.

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