Amnesty Usa, chiudere Guantanamo, prigione di violazione dei diritti umani

La prigione militare di Guantanamo Bay (sull'isola di Cuba che reclama la restituzione dell'intero territorio su cui sorge la base navale degli Stati Uniti dal 1903) resta una macchia nella storia dei diritti umani degli Usa e continuerà, fino a quando resterà operativa, a essere luogo di violazioni dei diritti umani. È quanto ha dichiarato Amnesty International Usa alla vigilia del 17mo anniversario dell`apertura del centro, all'indomani dell'attentato terroristico di Al Qaeda dell'11 settembre 2001 negli Usa.
"Quando ha revocato l`ordine di chiusura emesso dal presidente Barack Obama, Donald Trump ha aperto la strada a un`intera nuova epoca di orribili violazioni dei diritti umani", ha dichiarato Daphne Eviatar (nella foto qui sotto a destra), direttrice del programma Sicurezza e diritti umani di Amnesty International Usa.

"La prigione avrebbe dovuto essere consegnata alla storia degli Usa da lungo tempo. Invece, a 17 anni dalla sua apertura, continua a essere un simbolo dell`islamofobia, frutto della fabbrica della paura e della xenofobia che caratterizzano la presidenza Trump", ha aggiunto la Eviatar.
A Guantanamo si trovano attualmente 40 detenuti di religione musulmana, molti dei quali sono stati torturati nel corso degli anni. Alcuni di loro sono ancora detenuti nonostante il loro rilascio sia stato stabilito da anni. 
Tra questi c`è Toffiq al-Bihani, torturato da funzionari della Cia prima del trasferimento a Guantanamo, risalente al 2003. Avrebbe dovuto essere rilasciato già nel 2010.

Gli Usa non vogliono chiudere Guantanamo perché non essendo territorio statunitense, ma cubano, pensano di poter violare i diritti umani a loro piacimento in un territorio in cui il governo cubano non riesce ad avere giurisdizione. Quando l'ex presidente cubano Raul Castro veniva accusato di violare i diritti umani dei prigionieri politici a Cuba, egli rispondeva sempre: "L'unico luogo dell'isola dove si violano i diritti umani è la base militare di Guantanamo".

"È fin troppo facile immaginare che Guantanamo resterà il luogo di violazione dei diritti umani sotto un presidente che pensa in modo crudele ed erroneo che la tortura sia accettabile. Perché questa vergognosa istituzione sia chiusa una volta per sempre, i detenuti di cui è stato disposto il rilascio dovranno essere trasferiti immediatamente e tutti gli altri prigionieri dovranno essere incriminati e sottoposti a un processo equo oppure rilasciati", ha concluso Eviatar. Amnesty International Usa e altre organizzazioni per i diritti umani manifesteranno per la chiusura di Guantanamo domani, 11 gennaio, a Washington, a partire dalle 14,30 al parco Lafayette.

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