Venezuela, giudice di Corte suprema va in esilio in Usa per non ratificare Maduro

Un magistrato della Corte Suprema del Venezuela, il Tribunale supremo di giustizia (Tsj), ha spiegato di essere andato in esilio negli Stati Uniti per non dover ratificare il giuramento del presidente Nicolas Maduro di fronte alla corte (il 10 gennaio prossimo) e per collaborare con le autorità americane. Il giudice in questione, di nomina politica e chaivista, è l'avvocato Christian Tayrone Zerpa ha dichiarato domenica all'emittente televisiva Evtv (nella foto e nel video sotto, intervistato da Carla Angola) a Orlando (Stati Uniti) che Maduro, rieletto a maggio, "non merita" un secondo mandato perchè "le elezioni non sono state libere".

Da parte sua, il Tsj ha pubblicato un comunicato che assicura che Zerpa ha lasciato il Venezuela per evitare un'inchiesta che lo accusa di "molestie sessuali, atti osceni e violenza psicologica" contro funzionari del suo ufficio. L'inchiesta è stata aperta il 23 novembre 2018, secondo il Tsj. Le accuse non erano state pubblicate prima delle notizie sulla partenza del giudice. Zerpa, che ha lasciato il Paese con moglie e una figlia, ha precisato di essere partito perché temeva per la sua vita.

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