#Giulemanidallinformazione, anche a Pescara. Giornalisti ricevuti da Prefetto

Associazioni, rappresentanti delle istituzioni, ma soprattutto tanti cittadini hanno partecipato al flash mob #Giulemanidallinformazione organizzato anche a Pescara, come in tutte le principali città d'Italia, dal Sindacato Giornalisti Abruzzesi e dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Bandiere, cartelli per una manifestazione pacifica alla quale hanno partecipato un centinaio di persone, in difesa non di una casta, ma del diritto di essere informati, di poter leggere, di poter ascoltare voci diverse. Gli insulti, le minacce che ogni giorno arrivano dai rappresentanti di governo e dalla politica tendono a minare le fondamenta di quel confronto democratico che la stessa costituzione garantisce come essenziale ed è una deriva che va assolutamente contrastata.

 

 

La vicinanza di rappresentanti delle istituzioni e di associazioni come numerose Forum H2o, Wwf, Legambiente e Fiab-PescaraBici, il messaggio di sostegno di Carrozzine Determinate, soprattutto la solidarietà manifestata da tanti cittadini ci convincono che la libertà d'informazione è ancora oggi un tema centrale nella vita sociale del nostro Paese e della nostra regione.

"In piazza abbiamo visto tante persone che ancora credono nei valori costituzionali - sottolinea il segretario Sga Ezio Cerasi - In difesa di quell'informazione che anche sul nostro territorio è attenta alla realtà quotidiana, che si impegna nell'approfondimento e illumina realtà sociali altrimenti dimenticate".

I rappresentanti degli istituti di categoria presenti in piazza (Ordine regionale e nazionale, sindacato e Casagit) al termine della manifestazione sono stati ricevuti dal prefetto di Pescara Gerardina Basilicata (nella foto d'apertura, è al centro del tavolo), che ha dimostrato forte sensibilità ai temi proposti.

"Il flash mob è stato il primo passo. Altre iniziative seguiranno fino a quando le aggressioni, le ingiurie e le minacce ai giornalisti e alla stampa non cesseranno. Questa prima iniziativa è stata possibile grazie alle associazioni regionali di stampa e agli Ordini regionali dei giornalisti, a tante colleghe e colleghi, ma anche ad associazioni, sindacati, cittadini comuni che considerano l'articolo 21 della Costituzione un bene comune". Lo affermano, in una nota congiunta la Fnsi e l'Ordine nazionale dei giornalisti.

 

 

"Ritrovarsi nelle piazze dei capoluoghi di regione - proseguono - è stato un atto simbolico, ma anche un messaggio chiaro a quanti, da nord a sud, sono convinti di poter ridurre al silenzio l'informazione e, con essa, qualsiasi forma di dissenso o di voce critica. Un ringraziamento va anche alla Federazione internazionale e alla Federazione europea dei giornalisti, che hanno organizzato un flash mob in contemporanea a Bruxelles, e ai giovani freelance italiani che lavorano a Londra, che si sono ritrovati in Trafalgar Square. Oltre che gli insulti ai cronisti con un linguaggio da trivio, dal governo in carica ci si aspetterebbe una vera riforma dell`editoria che punti a moltiplicare e non a sopprimere le voci e, soprattutto, che indirizzi le poche risorse ancora disponibili a favore del lavoro debole e sottopagato. Il ministro Luigi Di Maio, che prova a strumentalizzare i giornalisti precari, finge d'ignorare di essere stato lui, insieme col suo ministero, a esprimere parere contrario all`emendamento al cosiddetto 'Decreto dignità' volto proprio a contrastare il precariato giornalistico, presentato da alcuni parlamentari di minoranza".
La Fnsi e l'OdG "assicureranno il loro sostegno a tutte le iniziative che saranno promosse a tutti i livelli, a tutela della dignità del lavoro e dell`articolo 21 della Costituzione. Ancora un grazie, infine, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che per l`ennesima volta ha ribadito che la libertà di stampa è un presidio di democrazia".

Il flash-mob principale è stato quello di Roma, in piazza Santi Apostoli, a Roma, il flash mob organizzato, dove hanno circa 200 giornalisti hanno, in contemporanea con altre venti piazze d'Italia.
"La cosa peggiore che potremmo fare - ha detto il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti (nella foto a fianco col segretario Raffaele Lorusso fra i tanti colleghi romani) - è lo scontro tra caste, tra corporazioni. L'idea che manifestano i giornalisti contro un altro potere. No, qui è in discussione l'articolo 21 della Costituzione che è libertà d'informazione ma anche libertà di essere informati, è qualcosa di molto più serio. Ma se il Presidente della Repubblica per la quinta volta in un mese deve dirci che la libertà dell'informazione è presidio della democrazia, potete immaginare se non dobbiamo essere preoccupati. Questa roba nasce negli Stati Uniti - ha aggiunto Giulietti - dove non a caso 320 testate hanno scritto uno stesso editoriale a difesa della libertà d'informazione contro un linguaggio volgare, aggressivo. Le stesse parole sessiste contro alcune colleghe sono state utilizzate dal presidente degli Usa Donald Trump, abbiamo degli imitatori di paese di questo modo di raccontarsi.

"Forse occorrerà una grande manifestazione nazionale, non dei giornalisti contro la politica, ma dei cronisti con le associazioni e quella parte della politica che vogliono difendere il pensiero critico".
Lorusso ha aggiunto: "Siamo tutti qui per testimoniare l'impegno di una categoria professionale che è ingiustamente sotto attacco. L'attacco ai giornalisti non è soltanto l'attacco a una categoria professionale, è l'attacco al ruolo dell'informazione, alla funzione che svolge in democrazia". 

Na foto d'apertura, il prefetto Basilicata circondata dai rappresentanti di categoria: dalla sua destra il presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti Stefano Pallotta, Sergio D'Agostino, presidente del Consiglio di disciplina dell'OdG Abruzzo, il nostro direttore Pierluigi Spiezia, dirigente Sga seguito da Paolo Mastri, tesoriere Sga, la consigliera nazionale Fnsi Patrizia Pennella e il fiduciario abruzzese della Casagit, Walter Nerone.

Nelle altre foto a scendere: Pallotta intervistato dal collega Stefano Buda; la Pennella e Spiezia con la vignetta-cartello della manifestazione "Qui abita un infimo sciacallo" (l'offesa di Di Di Maio rivolta alla categoria); Mastri e la collega Lilli Mandara; gruppo col sindaco Marco Alessandrini, seguito dall'assessore regionale Silvio Paolucci, Saverio Occhiuto, l'assessore comunale Giovanni Di Iacovo, Monica Di fabio e altri colleghi; poi, la manifestazione di Roma e, quindi, ancora Pescara con, da sinistra, Piero Anchino, direttore del quotidiano Il Centro, seguito dal tesoriere ed ex presidente dell'Ordine nazionale Nicola Marini, Domenico Ranieri e Antonio De Frenza. Nellla penultima foto qui a destra, da destra D'Agostino, seguito da Sergio Sciascio (consigliere nazionale dell'Unione stampa sportiva italiana - Ussi) e Flavia Buccilli.

Ultima foto quella del giornalista boliviano Rodolfo Faggioni (con Spiezia), mostra la sua tessera dell'Associazione della stampa estera in Italia, ente che ha rappresentato al flash-mob abruzzese.

 

 

 

 

 

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