Belgio, ex re Alberto dovrà sottoporsi a test di paternità richiesta da scultrice

La magistratura belga ha ordinato all'84enne ex re Alberto II di sottoporsi entro febbraio ad un test del Dna per verificare se è il padre biologico di Delphine Boel, (i due nelle foto affiancate), scultrice belga cinquantenne che cinque anni fa ha avviato un procedimento di riconoscimento di paternità a carico dell'ex sovrano. La notizia, annunciata dai media belgi, è stata confermata all'agenzia di stampa Afp dall'avvocato della Boel, Marc Uyttendaele. La Boel sostiene di essere nata dalla lunga relazione avuta negli anni 60 e 70 dalla madre, la baronessa Sibylle de Sélys Longchamps (nella foto a destra è con la figlia), con Alberto, allora principe ereditario ma già sposato (lo è tuttora dal 1959) la regina Paola Ruffo di Calabria, italiana.

L'ex sovrano, che ha regnato dal 1993 al 2013 ed è il padre dell'attuale re dei Belgi, Philippe, ha sempre negato di essere il padre della Boel.

La presunta relazione extraconiugale è venuta fuori nel 1999. La battaglia giudiziaria ha conosciuto numerosi ostacoli: nel 2017 la magistratura non aveva neanche autorizzato la Boel a contestare la paternità dell'industriale Jacques Boel, tappa obbligata iniziale della procedura.

"Se Alberto II rifiuterà di sottoporsi al test, potrà essere considerato un indizio molto chiaro che è lui il padre", ha commentato l'avvocato Uyttendaele. In questa procedura, ha ricordato l'agenzia di stampa Belga, Jacques Boel non aveva contestato l'azione di disconoscimento di paternità avviata dalla figlia. Si era sottoposto di buon grado al test del Dna che aveva rivelato che non era effettivamente il padre biologico della donna. 

 

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