Brasile, 'La Stampa': Battisti sparito da giorni, sapeva di Bolsonaro vincente

Come prevedibile, visti i sondaggi elettorali, Cesare Battisti, l'ex terrorista rosso che da anni si rifugia in Brasile, è irreperibile da giorni, secondo il quotidiano italiano "La Stampa".

"Era qui domenica, poi non l`ho visto più", dicono i testimoni di Cananeia dove abita da aprile, sentiti dal quotidiano di Torino. Domenica scorsa il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro  ha vinto le elezioni presidenziali promettendo all'Italia l`estradizione del latitante protetto in Brasile (dopo esserlo stati per anni in Francia) - condannato a più ergastoli dalla Giustizia italiana - grazie allo status di rifugiato politico concesso dall`ex presidente di sinistra Luis Inacio Lula da Silva. Status revocato dall'uscente presidente moderato Michel Temer il quale, nonostante le promesse, nemmeno lui ha estradato Battisti (nella foto d'apertura, in manette in Brasile),  reclamato (e bene ricordarlo) dai ministri di Giustizia italiani di destra e sinistra.
Secondo un vicino di casa "da lunedì non c`è nessuno in casa, la sua Prisma grigia è parcheggiata nel cortiletto, da fuori sembra tutto in ordine, come quando parte per le ferie. Mario racconta che ultimamente c`è stato molto movimento, c`era una coppia straniera con un bambino. Dalla descrizione dovrebbe essere Valentine (nella foto a destra, col padre, ndr), la figlia maggiore di Battisti, che oggi ha 33 anni e fino ad ora era venuta solo due volte a visitarlo in Brasile".

"Al baretto dove compra le ricariche telefoniche almeno due volte a settimana non lo vedono da dieci giorni", si legge ancora. Il direttore del tribunale di Cananeia Anderson Nascimento dice: "Il braccialetto elettronico è stato tolto in aprile, il mese dopo è caduto anche l`obbligo di firma una volta al mese" e "all`ambasciata italiana confermano che Battisti non può uscire dal Brasile, ma che è libero di circolare in tutto il Paese".

Troppa libertà di movimento per un personaggio che è riuscito a scappare dalla Francia al Brasile e che, vista la revoca di rifugiato e la richiesta ultima dell'ex ministro di Giustizia del Pd Andrea Orlando, che aveva pure nominato un legale brasiliano, andavo recluso in attesa di estradizione.

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