Premio Nobel per la Pace a ginecologo congolese Mukwege e yazida Murad

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Il Comitato per il Premio Nobel norvegese ha deciso di assegnare il premio Nobel per la Pace per il 2018 al ginecologo congolese Denis Mukwege e all'attivista yazida Nadia Murad, Premio Sakharov 2016 (nella foto d'apertura con l'allora segretario generale dell'Onu Ban-Ki Moon, che la insignì del titolo di Ambasciatrice delle Nazioni Unite nello stesso anno).
Anche Mukwege ha ricevuto il Premio Sakharov nel 2014. La motivazione fornita dal Comitato è l'impegno dei due Nobel nella lotta contro l'utilizzo della violenza sessuale come arma di guerra. Mukwege (nella foto qui sotto a destra) - ha spiegato il Comitato per il Nobel - ha dedicato la sua intera vita a difendere e curare migliaia di vittime delle violenze sessuali in aree di guerra del suo Congo. Il medico congolese ha ripetutamente condannato gli stupri di massa e criticato il governo congolese e di altri paesi per non aver fermato l'uso della violenza sessuale contro le donne come strategia e arma di guerra.

La Murad, invece, è una testimone diretta delle violenze subite dalle donne yazide da parte dello Stato islamico. Ha raccontato le sue sofferenze come prigioniera nelle mani degli aguzzini jihadisti. Sono circa tremila le ragazze e le donne yazide stuprate e vittime di orribili abusi da parte dell'Isis. A 25 anni la Murad è sopravvissuta alle peggiori violenze e traversie. Oggi è stata insignita del Nobel, un riconoscimento per un percorso di testimonianze del martirio subito dal suo popolo, il popolo yazida dell'Iraq, e soprattutto dalle donne. Originaria del villaggio di Kosho, vicino al bastione yazida di Sinjar, una zona di confine tra Iraq e Siria, nel 2014 fu sorpresa come tutti dalla folgorante conquista dello Stato islamico (Isis). In un giorno di agosto pick-up con la bandiera nera fecero irruzione nel suo villaggio, uccidendo gli uomini, catturando i bambini per farne soldati, e imprigionando migliaia di donne per farne schiave sessuali. Ancora oggi la Murad, come la sua amica Lamia Haji Bashar con la quale ha ottenuto nel 2016 il Premio Sakharov, non cessa di ripetere che tremila yazide sono ancora date per disperse, probabilmente sono ancora prigioniere. I jihadisti hanno voluto "prendere il nostro onore, ma hanno perduto il loro", ha affermato di fronte agli eurodeputati. Gli yazidi sono una popolazione curdofona, hanno una religione esoterica ancestrale che crede a un Dio unico e al "capo degli angeli", rappresentato da un pavone. Per i fondamentalisti Isis sono degli eretici.

 

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