Venezuela, Onu: Maduro accetti aiuti umanitari. Cuba vota no ma li accettò

Il Consiglio delle Nazioni Unite (Onu) per i Diritti umani ha votato a favore di una risoluzione che spinge il governo del Venezuela ad "accettare assistenza umanitaria" per alleviare "la carenza" di cibo e medicinali". La decisione è storica: si tratta della prima volta di una risoluzione del Consiglio sul Venezuela. Il testo è stato approvato con 23 voti a favore, 17 astenuti e sette contrari tra cui la Cina, Egitto, Russia e Cuba e lo stesso Venezuela (su un totale di 47). La risoluzione chiede a Caracas di "accettare l'assistenza umanitaria per gestire la carenza di cibo, medicine, forniture mediche e l'aumento della malnutrizione specialmente tra i bambini e le epidemie di malattie che erano state sradicate o tenute sotto controllo in Sudamerica". Nel testo si esprime anche "la grande preoccupazione per le gravi violazioni sul rispetto dei diritti umani in un contesto di crisi politica, economica, sociale e umanitaria".

 

Se avessero messo ai voti il solo invito ad accettare gli aiuti umanitari, avrebbero avuto forse qualche voto "pesante" in più (come Cina e Russia) che avrebbe potuto costringere Maduro (che non lo farà) di aprire ai canali umanitari. Sorprende, comunque, il voto contrario di Cuba, Paese che proprio grazie anche all'accettazione degli aiuti umanitari da parte delle rete solidaristica internazionale poté superare il "Periodo especial" che decretò l'ex presidente Fidel Castro all'inizio degli anni 90, dopo la fine degli aiuti dell'ex Unione sovietica e il prosieguo dell'embargo degli Stati Uniti. Il "Periodo especial" cubano (che dovrebbe riconoscere anche il Venezuela) permise l'arrivo nell'isola caraibica colpita allora da una dura crisi, di medicinali e alcuni beni di prima necessità. In Venezuela invece, i farmaci raccolti dalla solidarietà internazionale ("Programa de ayuda humanitaria para Venezuela" e in Venezuela la Fondazione "La Pastillita", nella foto a destra, un suo magazzino), grazie anche a istituzioni come la Regione Abruzzo, arrivano tramite canali paralleli. Certo, Cuba, grazie alla sua sicurezza sociale, potè aprirsi anche al turismo e alle rimesse dirette dei cubani all'estero, due cose che il Venezuela non può fare perché è uno dei paesi più pericolosi al mondo e perché ha troppa differenza di valuta fra il cambio ufficiale e quello parallelo. La valuta pregiata (dollari ed euro) si deve portare solo in contanti per potersi avvantaggiare del cambio parallelo.

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