Venezuela, paesi latinoamericani chiedono a Maduro di accettare aiuti

Un gruppo di paesi dell'America latina ha firmato ieri un documento che sollecita il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ad accettare aiuti umanitari per "alleviare" la crisi umanitaria (che lui ha negato essere in corso) e migratoria del Paese sudamericano in preda a una crisi economica senza precedenti. Centinaia di migliaia di persone sono fuggite (nella foto sotto a sinistra, al confine con la Colombia) da un collasso economico in Venezuela che ha causato carenza di cibo e medicinali e fallimenti nei servizi pubblici. Dopo due giorni di incontri ospitati dall'Ecuador, i firmatari hanno chiesto "la creazione di un meccanismo di assistenza umanitaria che permetta di alleviare la situazione critica" dei cittadini venezuelani. Il gruppo ha anche invitato il Venezuela ad "accettare la cooperazione dei governi della regione e delle organizzazioni internazionali" che adesso è possibile solo attraverso canali non ufficiali.

Il braccio destro di Maduro, Diosdado Cabello ha risposto, definendo l'annuncio del gruppo "disgustoso" e "vergognoso", accusandolo di "chiedere soldi". Accettare gli aiuti umanitari significa ammettere la sconfitta della fallimentare politica chavista (anzi, madurista). Ma nemmeno in questo, Maduro prende esempio dall'alleato Cuba, che dopo la fine degli aiuti sovietici, negli anni 90 Fidel Castro (nella foto d'apertura, con Maduro) fu costretto a decretare il "periodo especial" e ad aprire le dogane ai canali umanitari per far arrivare nell'isola in crisi economica aiuti umanitari (medicine soprattutto).

Dei 13 paesi riuniti a Quito, solo l'alleato di sinistra venezuelano, la Bolivia, ha rifiutato di firmare il documento, mentre la Repubblica Dominicana non è stata in grado di farlo immediatamente per ragioni amministrative. L'Ecuador, pur avendo un presidente di sinistra, Lenin Moreno (nella foto a destra) si è allontanato non poco dalla politica suicida di Maduro che ha affamato il suo popolo con un'iperinflazione che supera il milione percento. Il leader ecuadoriano un anno fa espresse "preoccupazione" per "il numero dei prigionieri politi" in Venezuela. Moreno disse che il primo fondamento di una democrazia sono "soprattutto i diritti, al di sopra di qualsiasi posizione ideologica e politica, la vita è sacra e intoccabile. La morte degli esseri umani è un fatto che dobbiamo rimpiangere e rifiutare energeticamente".

Il gruppo ha chiesto a Maduro di garantire ai migranti che desiderano lasciare il Venezuela di avere documenti di viaggio, cosa che è diventata sempre più difficile in un Paese che soffre di carenza di carta.

"Penso che stiamo mandando un messaggio importante ai milioni di venezuelani che viaggiano nella nostra regione - ha detto il direttore cileno per degli affari consolari e dell'immigrazione, Raul Sanhueza - Stiamo dicendo loro che accetteremo i loro documenti scaduti a fini migratori".

Secondo l'Onu, circa 1,6 milioni di persone hanno lasciato il Venezuela  dal 2015, anche se Maduro ha affermato lunedì scorso che solo 600mila sono emigrati negli ultimi due anni. Altre fonti parlano di oltre due milioni di persone.

 

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