In Venezuela 131 arresti per ipotesi sabotaggio contro piano Maduro

Le autorità venezuelane hanno arrestato negli ultimi giorni 131 persone, accusate di sabotare il piano di rilancio del presidente chavista Nicolas Maduro. Tra loro figurano "diversi manager di grandi catene" di supermercati, secondo il "fido" procuratore generale Tarek William Saab (nella foto è a destra, nel giorno dell'incarico, per sostituire la destuita Luisa Ortega).
La maggior parte è ancora in carcere, mentre altri sono stati scarcerati in libertà condizionata. Erano "in procinto di speculare e di conservare i prodotti di base" il cui prezzo è fissato dal governo, ha aggiunto Saab. Maduro ha preso una serie di misure per tentare di arrestare la grave crisi che ha colpito il Paese sudamericano, dove la penuria di generi alimentari e medicinali è generalizzata. Il Fondo monetario internazionale prevede una inflazione di 1.000.000% nel 2018. 

Tra le misure adottate ci sono i prezzi fissi su 25 prodotti di base. Il governo assicura di aver negoziato le tariffe con le imprese tenendo conto dei costi di produzione, ma la Consecomercio, che rappresenta il settore, afferma che solo 35 società sono state consultate. Alla penuria di merci si aggiunge la chiusura dei negozi. "Alcuni commercianti e manager hanno preso la decisione di chiudere e altri sono in attesa di comprendere tutta la portata delle regole", ha dichiarato all'agenzia Afp la presidente della Consecomercio Maria Uzcategui (nella foto a destra).

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