Ecuador organizza vertice su crisi migratoria dal Venezuela, pure terremotato

L'Ecuador ha invitato i ministri degli Esteri di 13 Paesi latinoamericani a una riunione, da tenersi il 17 e il 18 settembre a Quito, per discutere dei flussi di migranti in fuga dal Venezuela, paese colpito ieri pure da un forte terremoto che per fortuna pare non abbia fatto vittime. L'obiettivo ecuadoriano è "scambiare opinioni, vedere cosa stanno facendo i paesi" di fronte a questa situazione, ha detto il viceministro per la Mobilità umana, Santiago Chavez, citato in una nota. Oltre al Venezuela, i paesi invitati al vertice sono Argentina, Brasile, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Cile, Messico, Perù, Paraguay, Panama, Repubblica Dominicana e Uruguay.

Sono centinaia di migliaia i venezuelani in fuga dalla crisi economica e politica in atto nel Paese. La sola confinante Colombia ha registrato l'ingresso di oltre un milione di persone provenienti dal vicino Venezuela negli ultimi 16 mesi. Almeno 820mila di loro sono stati regolarizzati in via temporanea. Da alcuni giorni, i venezuelani sono bloccati alla frontiera tra Colombia ed Ecuador, dopo che le autorità di Quito hanno chiesto di esibire il passaporto, che la maggior parte dei migranti non possiede, invece della semplice carta d'identità (nella foto d'apertura, la folla quotidiana di migranti alla frontiere Ecuador-Venezuela). Misura adottata anche dal Perù, a partire da sabato prossimo.

L'Ecuador è un paese di transito per molte persone che puntano a raggiungere Perù, Cile o Argentina. La maggior parte di loro attraversa le frontiere a piedi o in un autobus, per migliaia di chilometri. Sono circa 550mila i venezuelani entrati in Ecuador dall'inizio dell'anno, anche se solo il 20% di loro si è fermato nel Paese, secondo l'Onu. 

Il terremoto che ha colpito il Venezuela e Trinidad e Tobago è stato d'intensità  7.3 della scala Richter secondo il Servizio geologico colombiano, di 7 secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti, è stato avvertito anche nel nord della Colombia. Secondo quanto riferito dai media locali, numerosi edifici sono stati evacuati in diverse città dei Paesi colpiti (nelle foto a destra, alcuni danni). Edwin Rojas, governatore dello Stato venezuelano di Sucre, ha dichiarato che "al momento non si registrano danni fisici o perdite umane".

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