Perù ed Ecuador bloccano venezuelani. Brasile invia soldati a confine

Perù ed Ecuador hanno deciso di inasprire le norme di ingresso nei rispettivi paesi sudamericani a fronte dei continui arrivi di venezuelani in fuga dalla crisi economica, politica e sociale in atto nel loro Paese. I due paesi hanno infatti imposto ai migranti che arrivano alla frontiera di mostrare il passaporto, che pochi possiedono, invece della semplice carta d'identità.
Solo la scorsa settimana, sono stati 20mila i venezuelani entrati in Perù, stando ai dati diffusi dalle autorità. Il Perù ha precisato che la nuova misura entrerà in vigore il prossimo 25 agosto, mentre in Ecuador è in vigore da ieri. La decisione dei due Paesi ha suscitato la preoccupazione delle autorità della Colombia, che ora temono di vedere migliaia di venezuelani rimanere bloccati nel Paese confinante col Venezuela e teatro di un pericoloso esodo senza precedenti. Si stima, infatti, siano circa tremila le persone che ogni giorno attraversano il confine tra Colombia ed Ecuador, nella città di confine di Rumichaca.

Il Brasile ha invece inviato truppe al confine col Venezuela dopo che gli abitanti della città brasiliana di Pacaraima hanno attaccato e bruciato i campi dove vivono i venezuelani. Sono decine di migliaia i venezuelani che negli ultimi tre anni hanno attraversato il confine per sfuggire alla crisi. Le violenze sono iniziate sabato scorso dopo che un commerciante di Pacaraima è stato derubato e picchiato e la sua famiglia ha puntato il dito contro un migrante venezuelano. Decine di persone hanno attaccato i due principali campi dove vivono i venezuelani, dando fuoco alle loro cose, e costringendoli a rientrare nel loro Paese. Pacaraima conta circa 12mila abitanti e si stima siano circa mille i migranti che vivono in strada. Il governatore dello stato di Roraima, Suely Campos, ha chiesto così al governo nazionale l'invio di rinforzi per "far fronte all'aumento della criminalità", attribuita al crescente numero di venezuelani presenti nella regione, chiedendo anche di chiudere in via temporanea il confine. Il Ministero della Pubblica sicurezza brasiliano ha comunicato che invia un contingente di 60 uomini che si unirà alle altre squadre già presenti nella regione. Da parte sua, il Ministero degli Esteri venezuelano ha chiesto al Brasile di "garantire la sicurezza dei cittadini venezuelani e di prendere misure per proteggere le loro famiglie e i loro beni".

Secondo le stime della polizia federale brasiliana, sono circa 500 i venezuelani che ogni giorno attraversano il confine. Lo scorso gennaio sono arrivati in Brasile tra 900 e 1200 venezuelani. Dal 2017 a oggi sono più di 127mila i venezuelani arrivati in Brasile, 69mila dei quali hanno proseguito il viaggio verso un altro paese. Nei primi sei mesi del 2018 le autorità brasiliane hanno ricevuto circa 56mila richieste di regolarizzazione.

Secondo l'Onu sono circa 2,3 milioni i venezuelani scappati dalla crisi in un paese di 30 milioni di abitanti, dove l'inflazione è al "milione per cento", nonostante i tentativi del presidente venezuelano Nicolas Maduro di istituire una nuova moneta, il Petro, agganciata alla produzione di petrolio.

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