Venezuela, Caracas senza elettricità: Maduro se la prende con l'opposizione

Il gigantesco black-out elettrico che ha colpito ieri l'80% della capitale del Venezuela, Caracas, è stato causato da un "sabotaggio" dell'opposizione e i suoi autori stanno per essere arrestati: è quanto ha detto il presidente Nicolas Maduro, che attribuisce regolarmente ai suoi avversari politici il crollo dei servizi pubblici del Paese sudamericano, devastato da una profonda crisi politica ed economica senza precedenti, con un'inflazione da capogiro, prossima al milione percento.
"Hanno sabotato il sistema elettrico a Caracas (...). E' questione di ore prima di arrestarli (...) e non stupitevi del fatto che vi siano tra loro leader politici e intellettuali", ha commentato Maduro durante un discorso sulla televisione di Stato. Il presidente non ha fornito dettagli sull'identità dei presunti colpevoli di questo gigantesco black-out, che ha paralizzato per oltre tre ore trasporti, commercio e comunicazioni telefoniche e via internet. "Mentre stiamo lavorando (......), un gruppo di estrema destra sta cospirando", ha detto Maduro. Viceversa, il leader dell'opposizione, Henrique Capriles, ha accusato: "Tutti sanno che i soldi per il settore elettrico sono stati rubati (....), milioni di dollari, i contratti per le opere non hanno mai trovato applicazione, anche la manutenzione non è stata eseguita".

Il bolivar, moneta alla quale sono stati tolti altri cinque zero, ormai non solo non vale più niente (perché viene stampata in continuazione) ma non si trova più in circolazione perché bisognerebbe andare in giro con i sacchi per pagare un caffè. Gli acquisti sono possibili solo con i bancomat. Non c'è denaro, non ci sono dollari in circolazione, non si trovano né generi di prima necessità né pezzi di ricambio. Quindi tutto si ferma in caso di rottura, produzione di energia elettrica compresa, sul quale incide pure la siccità che abbassa il livello d'acqua delle dighe.

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