Telefonia, col cambio gestore si riattivano servizi a pagamento non richiesti

"Creami". Verrebbe da aggiungere "l'ennesima fregatura". Questa volta viene da Postemobile, il gestore telefonico di Posteitaliane e chi scrive ne è l'ennesima vittima. Consapevole questa volta, a differenza dei tanti ignari vecchietti (ma anche adulti poco tecnologici) che si fidano delle Poste e dei propri servizi, così come si fidano degli altri gestori telefonici più gettonati. A chi scrive, quello che stiamo per rivelare, era successo certamente già col precedente gestore Wind, meno di un anno fa: fatta la portabilità del proprio numero di telefono mobile verso il nuovo gestore da Tim, lo scrivente sostituiva la vecchia sim disattivata con la nuova Wind, acquistata per l'ennesimo pacchetto minuti, sms più giga internet al costo più basso di quello abbandonato, che nel frattempo era salito. Alla prima telefonata fatta e alla prima telefonata alla quale non si è potuto rispondere, si accorge che, magicamente, sul proprio telefono/smartphone sono riattivati due servizi a pagamento: la notifica sms del costo e della durata della chiamata e quella della segreteria telefonica che scatta senza che sia stata richiesta. La stessa cosa si è ripetuta due giorni fa, col nuovo gestore Postemobile, che sul mercato va forte con gli originali pacchetti "Creami": migliaia di crediti da spendere indifferentemente in minuti, sms o mega di navigazione. Crediti non validi, però, per i servizi che, magicamente, si riattivano col cambio della sim, appunto, senza che nessuno li abbia richiesti al nuovo gestore. L'erosione del credito è a vista: dopo ogni telefonata un inedito e inutile messaggio ci avvisa che la chiamata è durata tanti secondi e che il nuovo credito è d'importo inferiore a quello precedentemente noto. Il costo delle segreteria telefonica, invece, viene addebitato direttamente, senza avvisi.

Chi scrive, come era avvenuto con Wind, ha chiamato il 160 di Posteitaliane per chiedere spiegazioni e si sente rispondere che "è stato lei a riattivare questi servizi e solo lei li può disattivare perché dipendono dal suo smartphone, mica da noi". La risposte viene contestata e si viene invitati, se si è "incapaci" di disattivare i servizi, di andare in un centro assistenza. Chi scrive è tornato alle Poste stamane dove ha fatto il contratto prima di Pasqua e ha trovato allo sportello l'addetto che è riuscito a trovare il percorso per disattivare gli sms a pagamento non richiesti, di alcun interesse ma molto costosi (20 centesimi a telefonata). Chi scrive c'aveva provato e aveva visto che la notifica indicata dal 160 era disattivata, ma il percorso da fare era un altro. Ora ci si chiede: ma se questo successo a me che me ne sono accorto subito e sono minimamente tecnologico, m'è costato oltre due euro in poche ore, quanti soldi si riesce a prelevare dei crediti dai milioni di clienti meno avvezzi alla tecnologia e magari convinti pure a comprare col pacchetto lo smartphone ultimo grido o quasi? Milioni e milioni di euro!

"La concorrenza delle varie compagnie telefoniche è sempre più agguerrita - spiega Alberto Corraro (nella foto a destradi Adiconsum Abruzzo - è questo determina un abbassamento dei prezzi dei pacchetti ma porta all'abbassamento della qualità dei servizi, lo spostamento dei call center all'estero, dove il costo del lavoro è minore, o la resistenza, ancora oggi, ad attivare contratti a 30 giorni invece che ai 28 giorni, nonostante la condanna dell'Agcom a tutte le compagnie telefoniche sia di un anno fa". E' vero, riflette chi scrive mentre ascolta Corraro: anche a me hanno fatto il pacchetto "Creami" col mese a 28 giorni invece che a 30... Vabbè! "Infine, come lamenta lei - prosegue il direttore dell'associazione dei consumatori della Cisl in Abruzzo - l'attivazione di servizi non richiesti e a pagamento" con sim capaci di modificare le impostazioni dello smartphone. "Non abbiamo pace - conclude disperato, Corraro - siamo subissati di lamentele e richieste d'interventi conciliatori. Così avviene anche negli altri settori dove pure ci sono sorprese di questo tipo". (Pierluigi Spiezia)

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